Pavia, la stagione d'oro di Zanini
PAVIA E' squalificato e non potrà chiudere il campionato domenica al Fortunati con il Portogruaro, ma per Matteo Zanini la stagione 2012-13 rimarrà indimenticabile: la prima annata da professionista per il laterale azzurro, unico pavese Doc della rosa, che oggi compirà 19 anni. «Non potevo che chiedere di più a questa mia prima stagione in Prima divisione con il Pavia – ammette Zanini –. Ho ottenuto buoni risultati a livello di squadra, ma anche sul piano personale». Per un ragazzo di Pavia giocare nella squadra della sua città è un ulteriore motivo d'orgoglio. «Certamente – conferma Zanini –. Dopo una trafila nelle giovanili del Milan, ero arrivato lo scorso anno in prestito per la Berretti. A fine stagione il Pavia calcio mi ha comunicato di avermi riscattato, e da quel momento sono diventato a tutti gli effetti un giocatore del club della mia città. Ho firmato un contratto triennale: il primo anno è stato questo, ne ho ancora altri due e spero proprio di far parte della prossima rosa del Pavia. Ho avuto la possibilità di crescere, fare esperienza: un'altra stagione in questo campionato è fondamentale per un ragazzo giovane come me per continuare il suo percorso di calciatore». Tra i molti giovani che anche nella prossima stagione faranno parte del Pavia, secondo una strategia consolidata, il diciannovenne azzurro ha la possibilità di trovare ancora molto spazio. Le tappe della stagione: quali i ricordi ? «Il più bello è la prima maglia da titolare a San Marino – risponde Matteo Zanini –. Poi sono arrivate tante soddisfazioni trovando continuità in prima squadra. Ma anche qualche difficoltà nella seconda parte di stagione con risultati meno brillanti del gruppo. Il vantaggio di far parte di un gruppo giovane e di condividere nel bene e nel male le emozione di compagni di squadra della mia età. Poi i più esperti sono stati fondamentali ad incoraggiarci e quando c'è stato bisogno anche di riprenderci. Ora penso a chiudere l'anno, poi le vacanze, ma sempre tenendomi allenato in vista del ritiro estivo». Nel finale di stagione anche l'avventura internazionale in Dubai con la nazionale Under 18 di Lega Pro. «Qualcosa di unico sia sul piano sportivo e professionale, che sul piano umano – spiega il 19enne azzurro –. A livello umano conta l' esperienza in un paese completamente diverso dal nostro, sul piano calcistico il confronto con realtà sportive diverse da quelle europee. E' stata un'esperienza tanto piacevole quanto formativa. E non nascondo che far parte di una rappresentativa nazionale è motivo d'orgoglio oltre al fatto che sei sotto la lente di ingrandimento di osservatori e hai la possibilità di metterti in evidenza, farti conoscere anche da chi lavora nel calcio professionistico». Enrico Venni