E Venezia chiede misure sui grandi scafi
VENEZIA Bastava sentire le telefonate di ieri mattina a «Tutta la città ne parla», su Radio3, per capire quanto la tragedia di Genova abbia risvegliato polemiche e timori a Venezia. A chiamare, in diretta, soprattutto veneziani. Molti quelli preoccupati, moltissimi quelli arrabbiati per quel transito di grandi navi da crociera nel canale della Giudecca, a poca distanza da piazza San Marco, in ogni fine settimana. «Dopo la tragedia di Genova assume ancora più forza e urgenza la necessità di interdire alla navigazione per le Grandi Navi il Canale della Giudecca e il bacino di San Marco e di prevedere una pesante sanzione per l'armatore che disattenda il divieto», dice Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, aggiungendo che è «comprensibile e condivisibile, quindi, l'appello rivolto ieri al governo dal Comitato No Grandi Navi di Venezia. Più in generale, bisogna regolamentare il traffico dei giganti del mare nei nostri mari e lungo le nostre coste per scongiurare altre tragedie come quella del Giglio e di Genova». Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha incontrato a Roma il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi ponendogli l'urgenza di affrontare il tema del passaggio delle «grandi navi» in Bacino di San Marco anche alla luce del «Decreto rotte» emanato dai ministri Passera e Clini del precedente esecutivo. Orsoni ha richiesto al ministro di attivare un «tavolo tecnico» che consenta di individuare la soluzione del problema. Soluzione che dovrà essere recepita da un Comitatone (Comitato Interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo per la Salvaguardia di Venezia) appositamente convocato. «Dal ministro - dice Orsoni - ho ricevuto assicurazioni sul fatto che il governo affronti la questione delle competenze sull'ambito lagunare mettendo l'amministrazione comunale di Venezia nelle condizioni di poter decidere per la tutela del proprio territorio. Il problema del transito della grandi navi davanti San Marco non è oltremodo rinviabile. Considerando l'urgenza che pone la questione - ha spiegato il sindaco - l'unica soluzione praticabile immediatamente è quella di far entrare le navi di maggiore dimensione dalla Bocca di porto di Malamocco e farle fermare a Marghera».