Broni, vandali al PalaBrera un'atleta li mette in fuga
BRONI PalaBrera ancora nel mirino dei vandali. L'altro giorno, tra le 16 e le 17, dopo aver rotto un vetro e forzato la porta d'ingresso principale, cinque minirenni sono entrati nella struttura di via Galilei, convinti che all'interno non ci fosse nessuno. Le attività pomeridiane delle società sportive e delle scuole infatti erano terminate, ma i vandali non potevano sapere che una giocatrice della Pallacanestro femminile Broni '93 proprio in quel momento si trovava in sala pesi, per un allenamento di atletica. «Quando si sono trovati di fronte la nostra atleta, i cinque sono stati colti di sorpresa – spiega Andrea Achilli, direttore sportivo della società, e anche gestore dell'impianto –. Sono scappati e si sono rifugiati all'interno di un bar, ad una cinquantina di metri dal PalaBrera, convinti di essere al sicuro. Però la giocatrice, dopo aver avvisato me ed un altro dirigente, li ha inseguiti. A quel punto hanno tentato una nuova fuga verso la rotatoria di viale Gramsci, senza sapere che ci stavano venendo incontro perchè stavamo arrivando in auto proprio dal rondò. Così siamo riusciti a fermarli e nel frattempo abbiamo chiesto l'intervento di una pattuglia della Polizia locale». «All'arrivo degli agenti, uno dei cinque è riuscito a far perdere le proprie tracce, mentre gli altri quattro hanno fornito le loro generalità – prosegue Achilli –. Però erano sprovvisti di documenti. Dopo di che si sono allontanati». Ma le sorprese non erano finite. Un camper, posteggiato accanto al palazzetto, è stato seriamente danneggiato. Questa mattina (ieri, ndr) una donna che abita nelle vicinanze ha assicurato che si tratterebbe delle stesse persone. È stato subito avvisato il proprietario, che provvederà a sporgere denuncia presso le autorità competenti. L'impianto di via Galilei, che ospita diverse società sportive (tra cui la società di basket rosa che partecipa al campionato di A2, fiore all'occhiello dello sport cittadino) ed i ragazzi della scuola, non è nuovo ad episodi di questo genere. Nei mesi scorsi era sparita la consolle del tabellone elettronico, trovata poi in un cespuglio vicino all'ingresso. Fortunatamente l'apparecchiatura non era stata danneggiata. «Siamo veramente stanchi di tutto ciò – conclude Achilli –. Compatibilmente con le risorse a nostra disposizione, teniamo in funzione la struttura. Ci sentiamo tuttavia abbandonati a noi stessi perché, per quanto riguarda l'esterno, non disponiamo dell'autorità, dei mezzi e degli strumenti per prevenire atti vandalici che si ripetono con troppa frequenza». Franco Scabrosetti