Il MIlan a Pescara Allegri guarda avanti: «C'è solo da vincere»

CARNAGO (VARESE) In altri tempi sarebbe un problema, ma ora «giocare ogni tre giorni è un vantaggio». «Aspettare una settimana potrebbe diventare un pò snervante», secondo Massimiliano Allegri, che fra la conquista del terzo posto e il suo futuro al Milan ha molti pensieri. Ma prima di partire per Pescara si dice «sereno», ai curiosi chiede «di aspettare dieci giorni» ed è deciso a «non parlare più» del suo futuro perchè «andrebbero coinvolte società e allenatori, non sarebbe rispettoso». «Allegri - dice Piersilvio Berlusconi - ha fatto un buon lavoro ma parlando da tifoso non saprei cosa dire riguardo al suo futuro, non mi occupo del Milan. Credo che la strada intrapresa da Allegri sia quella giusta, la strada è puntare sui giovani». Parole di stima che si aggiungono a quelle di Barbara Berlusconi («La sua presenza conferma la responsabilità della nostra famiglia verso la squadra», ha notato Piersilvio Berlusconi) e molti calciatori. Testimonianze che hanno colpito Allegri, che è rimasto lusingato dalle avance della Roma. Ma ciò che conta alla fine è la volontà di Berlusconi senior. La conoscerà a fine campionato, o anche prima, non appena messo al sicuro il terzo posto, dopo un consulto fra il presidente e Galliani. Il resto dei pensieri di Allegri è su «quel benedetto terzo posto, che è una soddisfazione diversa da quella dello scudetto, ma un'importanza molto vicina». Il traguardo sarebbe al sicuro con la sconfitta della Fiorentina a Siena e la vittoria rossonera a Pescara. Potrebbe essere decisiva la sfida di domenica con la Roma, o l'ultimo turno con il Siena. «Sottovalutare il Pescara sarebbe imperdonabile», è l'avvertimento di Allegri, che con la maglia degli abruzzesi ha segnato contro il Milan i suoi primi due gol in A nel 1992. Allegri sta cercando di ottenere il massimo da Balotelli, e lo ha preso da parte per spiegargli che «un campione deve saper gestire i momenti di difficoltà». A Pescara sarà il leader di un tridente con Niang e uno fra Robinho ed El Shaarawy. L'italoegiziano dovrebbe restare fuori visto che non segna da due mesi, ma non deve farsi prendere dal panico, dice Allegri, «deve capire che non ci si deve abbattere».