Vigili dalla psicologa per vincere lo stress

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Discutere con un automobilista per una multa, bussare alla porta di una casa per comunicare l'epilogo tragico di un incidente stradale, dare supporto ai medici per un trattamento sanitario obbligatorio di una persona fragile. Fattori che più di altri creano stress negli agenti di polizia municipale, insieme ai turni di lavoro che spesso scombussolano l'organizzazione di chi ha anche una famiglia da gestire. L'hanno raccontato loro stessi alla psicologa del lavoro Ilaria Setti, dell'Università di Pavia, che a gennaio ha concluso un progetto durato due anni, voluto dal Comando di Pavia, dal sindaco Alessandro Cattaneo e dall'assessore Marco Galandra. Ottantotto agenti hanno risposto a un questionario, in forma anonima, tra febbraio e aprile del 2011. «Era emerso un generale stato di benessere psico-somatico – spiega la psicologa del dipartimento di Scienze del Comportamento – ma nella letteratura scientifica il lavoro della polizia municipale, come del resto quelle delle forze dell'ordine in generale, ma anche degli insegnanti, di medici e infermieri, è considerato tra i più stressanti. Nonostante non fosse emersa la necessità di interventi urgenti il comandante ha ritenuto di intraprendere un percorso di counseling psicologico di gruppo, una pratica non frequente in Italia nelle amministrazioni pubbliche ma molto diffusa all'estero, con ottimi risultati». Tra giugno 2011 e giugno 2012 quindi 42 agenti di polizia municipale, uomini e donne, hanno partecipato a incontri di due ore ciascuno, per tre volte consecutive. Quattro-sei persone per volta, insieme alla psicologa, «per far uscire il disagio che a volte accompagna il nostro lavoro – spiega Simona Saldati che da 18 anni indossa la divisa –. Non è emerso un grande malessere, ma avevamo tutti un po' bisogno di confrontarci, condividere i problemi, capirli. Da qualche anno a questa parte è più difficile fare questo lavoro a contatto con il cittadino». La difficoltà a gestire i momenti di conflittualità sulla strada, con i cittadini, è emersa da quasi tutti i colloqui di chi opera sul campo. «C'è uno stile di vita frenetico, la gente non ha tempo di ascoltare – spiega la psicologa – E la prima reazione è spesso aggressiva . Gli agenti ammettono di non saper come reagire in certe occasioni». Il comandante, Gianluca Giurato, ammette che una quota di tensione è causata dal rapporto non sempre facile con i superiori. E ci si mette per primo. «Ma questo rendersi consapevoli di alcuni atteggiamenti da smussare ha permesso di migliorare i rapporti, di spianare le tensioni» dice. Aiuta anche l'ufficiale a mettersi di più in discussione». Tensione dentro e fuori l'ufficio. E lo stress aumenta. Se l'operatore non riesce a gestirlo peggiora anche il suo rapporto con l'utente. E al minimo screzio sono scintille. Ma dopo due anni di lavoro e di colloqui con la psicologa il secondo questionario compilato dagli agenti ha mostrato buoni risultati. Hanno risposto alla fase tre del progetto, tra dicembre 2012 e gennaio 2013, 54 agenti. Una riduzione causata, dice la psicologa, dal fatto di essere in piena vacanza natalizia. Dall'analisi scientifica del questionario, è emersa una diminuzione del punteggio relativo allo stress. Ma anche una riduzione di affaticamento, «esaurimento, atteggiamento di cinismo, inefficacia sul lavoro», tutti aspetti che causavano burnout. La psicologa ha rilevato quindi miglioramenti anche sul piano della salute psico-somatica: meno malesseri, più disponibilità all'ascolto una recuperata fiducia nelle proprie capacità professionali. «Quando il progetto mi era stato illustrato due anni fa ero molto scettico – ammette il comandante Giurato – ma ora spero di trovare le risorse per creare uno sportello di scolto».