Fiat: centrali le fabbriche italiane

TORINO «Gli stabilimenti italiani saranno centrali nella strategia del gruppo Fiat-Chrysler per l'Europa». Lo ha detto Alfredo Altavilla, responsabile Europa di Fiat Chrysler a un convegno organizzato dall'Anfia sulla componentistica. «Il Piano strategico dei prossimi anni per l'Europa, l'Africa e il Middlesbrough East - ha detto Altavilla - è estremamente ricco e articolato, prevede lo sviluppo di prodotti mirati per i mercati di riferimento e assegna un ruolo centrale agli stabilimenti italiani del gruppo». Altavilla ha ricordato la mission già definita per gli stabilimenti di Grugliasco, Pomigliano e Melfi, mentre non ha detto nulla sul futuro di Mirafiori e Cassino. L'alleanza tra Fiat e Chrysler, per Altavilla, rappresenta «una 'best practice' per l'industria dell'auto» dopo che «la storia recente ci ha dimostrato che fusioni e acquisizioni nel mondo automotive non hanno di solito vita lunga e serena». Il successo di Fiat-Chrysler «è legato essenzialmente a tre ragioni: la chiarezza della strategia, la rapidità del processo (dopo solo un anno e mazzo lo sviluppo prodotto era interamente condiviso), il successo dell'integrazione organizzativa e delle attività industriali, del network di alleanze, accordi e collaborazioni e integrazioni di prodotto con le piattaforme ridotte a tre, lo sviluppo dell'offerta di micropropulsori e l'integrazione di Fiat Professional nella gamma Ram per gli Usa». Tutto ciò, ha indicato Altavilla, «ha fatto sì che in tempi molto brevi le due aziende diventassero un solo gruppo, più grande, più solido, più diversificato per offerta e presenza geografica, come dimostra l'equilibrio del mix di vendita e la presenza complementare dei due costruttori nel mondo». Intanto l'a.d. di Fiat Group Sergio Marchionne, al termine di un incontro con la presidente del Brasile Dilma Rousseff, ha annunciato che Fiat spa e Fiat Industrial investiranno 7,4 miliardi di dollari in Brasile nel periodo 2013-2016.