Nel bar videopoker clonati scatta il blitz della Finanza
L'elenco dei giochi che per legge non possono essere caricati sulle macchinette elettroniche, in quanto considerati giochi d'azzardo, comprende una cinquantina di nomi. Si va dal classico poker al burraco, dal baccarat alla zecchinetta; poi bridge, chemin de fer, dadi e addirittura mercante in fiera. Una tipologia di macchine particolarmente insidiosa è quella dei cosiddetti totem, che non sono collegati all'Aams ma a società situate in località come Gibilterra o le Isole Cayman, e cioè paradisi fiscali esentasse. Di norma non dovrebbero assegnare vincite in denaro ma crediti per l'acquisto di oggetti: ma ci sono diversi modi per aggirare l'ostacolo. di Paolo Fizzarotti wVOGHERA La Polizia locale di Voghera si è insospettita per quei videopoker, ha richiesto l'intervento della Guardia di finanza ed è finita con una denuncia a carico di un barista. A finire nei guai è stato il titolare del Blu Bar di via Amendola, un cinese di 35 anni. Dopo l'operazione congiunta di vigili urbani e fiamme gialle è stato denunciato ai sensi dell'articolo 718 del codice penale, e cioè gioco d'azzardo, con l'aggravante del reato commesso in un locale pubblico. A dare il via al controllo è stato un ispettore della Siae, che tutela il diritto d'autore. Nei giorni scorsi il funzionario si reca al bar di via Amendola per verificare se il titolare ha pagato le tasse che i locali pubblici devono versare quando diffondono musica (bastano una radio o una tv accese). L'ispettore è scortato da una pattuglia della Polizia locale. E sono proprio i vigili urbani a insospettirsi per due videopoker di tipo "insolito" rispetto a quelli installati negli altri bar. Gli uomini del comandante Giuseppe Calcaterra richiedono l'intervento della Gdf, che hanno competenza specifica in materia. Nel bar arrivano quindi anche le fiamme gialle. Il controllo dà subito esito positivo: la scheda dei due videopoker è clonata e cioè ha un numero di serie che per l'Aams ( i Monopoli di Stato) non esiste. Inoltre manca del tutto il collegamento telematico con la stessa direzione centrale dell'Aams. «Ci sono diverse tipologie di apparecchi per il gioco - spiega il tenente Vincenzo Tescione, comandante delle fiamme gialle vogheresi - dai cosiddetti videopoker alle Vlt o video-lottery. In generale queste macchine devono essere collegate in permanenza all'Aams, che deve sapere in tempo reale quali macchine lavorano e l'importo della giocata, per poter stabilire le eventuali vincite e il Preu e cioè la tassazione sui giochi. Se la scheda del gioco è clonata e non c'è il collegamento telematico, per l'Aams quel videopoker non esiste. E quindi non c'è alcuna garanzia per il giocatore: chi mette i soldi nella macchinetta potrebbe non avere alcuna possibilità di vincita. Inoltre lo Stato non percepisce le tasse su ogni giocata». I due macchinari sono stati posti sotto sequestro. Nel seguito delle indagini bisognerà appurare come si comportava l'esercente. E' probabile che scatterà anche una segnalazione per evasione fiscale o frode allo Stato, dato che non versava la quota di giocate che automaticamente le macchinette mettono da parte per il Preu. Bisogna anche capire cosa accadeva al cosiddetto "cassetto hopper" e cioè quello in cui confluisce il denaro da destinare alle eventuali vincite: i giocatori potevano effettivamente vincere qualcosa, o no? @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA