Imprenditore ucciso dall'amianto
L'amianto killer uccide sempre più lontano da Broni. Ecco paese per paese i casi dei decessi per mesotelioma pleurico registrati dall'Asl di Pavia (dati del 2011): 12 a Broni, 6 a Stradella, 5 a Voghera,3 a Vigevano, 2 a Portalbera e a Pavia, Rosasco e Casei Gerola. Un caso è stato registrato in ognuno dei comuni di Cigognola, Golferenzo, Redavalle, San Damiano, Zenevredo, Mezzanino, Belgioioso, Travacò, Siziano, Bornasco, Lungavilla, Mortara, Robbio, Ferrera Erbognone. Per quanto riguarda i nuovi casi di mesotelioma diagnosticati in provincia dall'Asl dal 2011 a maggio 2012, Broni ne conta 18, Stradella 5, Pavia 4, Vigevano 4, Gambolò 2, Cava Manara 2 e un caso in ciascuno dei paesi di Cigognola, Santa Maria della Versa, Santa Giuletta, Golferenzo,Canneto, Portalbera, Montalto, Varzi, Romagnese, Mornico Losana, Villanterio, Siziano, Voghera, Copiano, Zerbolò, Candia Lomellina, Robbio, Filighera, Ferrera Erbognone, Casei Gerola, Rosasco, Battuda, Pieve del Cairo. di Linda Lucini wVALLE SALIMBENE Si è battuto fino all'ultimo contro le fibre di amianto che avevano minato i suoi polmoni. Pierangelo Casa aveva tentato di tutto, compresa un'operazione innovativa, pur di debellare il mesotelioma che aveva indebolito il suo fisico ,ma non il suo spirito. Come un leone era andato avanti, era diventato membro della sezione locale dell'Osservatorio nazionale amianto e tutte le sere si collegava al forum del sito dei malati di mesotelioma prodigandosi in consigli. Fino a una ventina di giorni fa credeva ancora di potersi riprendere e di tornare a dirigere la Cooperativa di pulizie e facchinaggio Lombarda a Cura Carpignano, invece si è spento domenica sera in una stanza del policlinico del San Matteo. Aveva 68 anni. Lascia la moglie Angela, i figli Andrea e Federica, i nipotini Alessandro e Filippo. Abitava in via Mazzini a San Leonardo. Gran lavoratore, aveva iniziato a 16 anni . Fino agli anni '80 lavorava come rappresentante della Vecchia Romagna. A quell'epoca a Broni ci andava tutti i giorni, respirando l'aria assassina della Fibronit. «Davanti alla Cementifera – raccontava – c'erano i miei quattro migliori clienti». Poi nel 1985 fondò la Cooperativa Lombarda, ora azienda leader del settore in provincia, che dà stabilmente lavoro a 180 persone. Tra le prime occupazioni della Coop ci fu un incarico per le pulizie della Ecored, la società che prese il posto della Fibronit e che, pur non lavorando più l'amianto, operava in una sito altamente contaminato. Fu l'unico tra i dipendenti ad ammalarsi di mesotelioma. Casa era tra le parti civili al processo contro i dirigenti Fibronit: «Voglio che siano condannati perchè il loro business ha rovinato tanta gente», diceva. L'intensa attività imprenditoriale non gli impedì di dedicarsi anche alla politica. Nel periodo 1974-1994 fu più consigliere comunale nel Comune di Linarolo e nel Comune di Valle Salimbene. Fu anche segretario della Sezione della Dc di Linarolo per 22 anni e fece parte del direttivo dei segretari Dc per la Bassa Pavese. Negli anni '90 fu per 7 anni presidente dell'Associazione Calcio San Leonardo, militante in Promozione, adoperandosi perché fosse consentito ai giovani di San Leonardo e dei paesi vicini di svolgere un regolare campionato della Figc. Nel 2011 gli fu conferita la Croce di socio benemerito dell'Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche, che anticipava il conferimento della Croce di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana Nel 2011 scoprì i noduli al polmone. La tac gli aveva dato 8 mesi di vita, nell'operazione non gli tolsero il polmone, come avevano prospettato tutti i chirurghi che aveva consultato, ma sfilarono la pleura come un calzino. Lui era entusiasta di quell'intervento che gli aveva allungato la vita. Negli ultimi mesi però il tracollo e il ricovero. Poi le cure del professor Francesco Meriggi che l'ha assistito fino all'ultimo. La data dei funerali non è ancora stata fissata perchè la procura ha stabilito il fermo della salma per l'autopsia. Per ora si ipotizzano per venerdì alle 15 nella chiesa di San Leonardo. «Pierangelo aveva una volontà di ferro e sperava di sconfiggere questo male terribile – dice Silvio Mingrino dell'Avani – Era un nostro associato, ci batteremo anche per lui al processo».