Idem: «Una task force contro il femminicidio»
di Fiammetta Cupellaro wROMA Prima gli insulti alla presidente della Camera e la neoministra italo-congolese Cecile Kyenge, poi tre donne uccise in 48 ore. La più giovane aveva appena 19 anni, Ilaria picchiata durante un tentativo di stupro a Castagneto Carducci. La più grande, Alessandra che di anni ne aveva 30, trovata accoltellata alla periferia di Roma. E poi Chiara mamma ventottenne uccisa dal marito per gelosia sempre nella Capitale. Ieri il ministro per le Pari Opportunità Josefa Idem ha deciso di creare una task force contro la strage. «127 femminicidi nel 2012, 25 dall'inizio di quest'anno. E' inaccettabile, occorre intervenire con più forza – ha detto il ministro Idem – ho intenzione di creare una struttura trasversale che coinvolga i ministeri degli Interni e della Giustizia». E la prima ad appoggiare la proposta della task-force interministeriale è stata la Guardasigilli Anna Maria Cancellieri. «E' una proposta interessante – ha detto subito la responsabile della Giustizia – credo sia necessario impegnarsi con slancio per combattere questo genere di reati particolarmente odiosi». Mai come in questi giorni l'attenzione sulla violenza alle donne e il femminicidio, parola diventata ormai una sorta di «manifesto», è stata così alta. Ma non ci sono solo gli assassini ad aver alzato il livello di tensione. Le minacce e gli attacchi violenti contro le donne delle istituzioni, soprattutto Boldrini e Kyenge, sono all'attenzione dei politici. Minacce e offese scagliate via web. E mentre sulle finte foto osè e le minacce apparse in rete contro la terza carica dello Stato, la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta, sembra tramontata l'idea di varare una nuova legge sul web. E' stata la stessa presidente della Camera, che con la sua denuncia aveva avviato il dibattito, a chiudere la questione. «L'obiettivo è di arginare la violenza alle donne anche in rete, ma non ho mai parlato di anarchia o nuova legge sul web» ha scritto sul suo profilo Twitter. La presidente Boldrini, in realtà, aveva posto la discussione su un dato incontrovertibile: «Se il web è vita reale e produce effetti reali, non possiamo più considerare meno rilevante quello che accade in rete. Reati compresi». Intervenuto anche Stefano Rodotà, giurista ed ex Garante della privacy: «In Italia esiste ed è diventata molto forte una cultura sessista, omofoba e razzista. Tuttavia, internet non è un far west. Le leggi che puniscono i reati virtuali ci sono già. Bisogna solo farle rispettare. La battaglia è culturale, questa sì è l'idea forte lanciata da Laura Boldrini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA