«Senza cassa sicura meglio la mobilità»
ROBBIO C'è scoramento e apprensione tra i 101 lavoratori della Cablelettra di Robbio. Già ora sono senza reddito e, da questo punto di vista, non vedono certezze sul futuro. Alcuni pensano di licenziarsi anzitempo ed entrare in mobilità volontaria invece che attendere per non si sa quanto il rinnovo della cassa integrazione. L'incontro con il commissario straordinario dell'azienda Vincenzo Sanasi d'Arpe, che è stato nella sede aziendale di via Mattei l'altro ieri, ha da una parte calmato i rapporti con le maestranze che chiedevano da due mesi l'incontro, senza che avvenisse. Dall'altra però c'è sconforto. Il commissario e il suo staff, composto dalla consulente del lavoro di Matera, Cinzia Lo Perfido, e dall'avvocato Andrea Mazzieri, hanno annunciato di essere in stretto contatto con il ministero del Lavoro in attesa della convocazione per il rinnovo della cassa integrazione. E da questa convocazione, cui parteciperanno i sindacati, si capirà se e per quanto sarà rinnovata la cassa integrazione ministeriale. Gli accordi sindacali del 2011 prevedevano 2 anni di cassa fino al settembre 2013. I tempi però sono di crisi anche per il ministero del Lavoro. Bisogna capire quanti fondi il nuovo governo di Enrico Letta assegnerà per la cassa integrazione che ha avuto un aumento esponenziale ovunque con un +67% anche in provincia di Pavia nel primo trimestre 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012. Basteranno per coprire tutte le richieste tra cui quella della Cablelettra? Nessuno al momento lo sa: nè il commissario, nè i sindacati, nè i lavoratori. «I soldi, se arriveranno, arriveranno dopo l'estate – dicono alcuni cassaintegrati – stiamo pensando di metterci in mobilità volontaria invece di attendere». «Licenziandosi però si rinuncia alla cassa integrazione che potrebbe arrivare, meglio pensarci» spiega Carlo Bossi, segretario provinciale della Fiom Cgil. Sandro Barberis