«Niente bambini disabili alla materna»
ZERBOLÒ Divieto di frequenza alla scuola d'infanzia per i bambini disabili. Il limite, che riguarda la sezione comunale della materna, è nel nuovo regolamento, approvato nell'ultima seduta del Consiglio. Il sindaco Renato Fiocchi, dopo aver precisato che «i bimbi con disabilità potranno però frequentare la sezione statale», spiega che «è una scelta obbligata, visto che il Comune non ha risorse sufficienti per garantire tutti i servizi». Ma per il consigliere di minoranza Gian Antonio Centenara «a Zerbolò siamo tornati all'anno zero». «Una pagina nera», dice il coordinatore cittadino del Pd, Carlo Maiocchi, che definisce «razzista» l'articolo del regolamento che recita «sono ammessi a frequentare esclusivamente bambini autosufficienti in tutte le loro funzioni fisiologiche». Una definizione che il sindaco, alla guida di una lista civica, ma con simpatie verso il centro destra, rimanda al mittente, convinto che si tratti di «polemiche sterili». «A quanto pare siamo già in campagna elettorale – replica Fiocchi – I problemi che l'amministrazione deve affrontare sono concreti e le risorse sempre più scarse». Sono due le sezioni nella materna di via Roma, 52 bambini, 26 in quella comunale voluta dal sindaco per far fronte alle richieste delle famiglie. «Non abbiamo più bimbi in lista d'attesa – dice –. La scuola per noi resta una priorità, ma purtroppo un Comune deve guardare al bilancio». La sezione comunale ha una sola insegnante che, spiega Fiocchi, «non può anche occuparsi di bimbi non autosufficienti». «Sarebbe necessario un supporto – aggiunge – ma il costo sarebbe interamente a carico del Comune, mentre nella statale l'ente municipale interviene solo in parte». Dall'opposizione il consigliere Centenara dice invece: «E' una norma incostituzionale, si chiederà l'intervento del prefetto». E il «no» della minoranza riguarda anche altri articoli del regolamento. Dal divieto «per gli insegnanti di somministrare farmaci ai bambini» alla necessità «di fornire il certificato medico dell'Asl per i genitori dei bimbi che necessitano di diete speciali, indicando eventuali intolleranze o allergie». «E' una situazione assurda – dice Centenara – come può frequentare chi richiede, per motivi religiosi, una dieta differente». E Fiocchi replica: «Verremo incontro alle esigenze di chi ha bisogno di menu speciali». Ma a quanto ammontano i costi per garantire un sostegno a chi ha una disabilità? «Dipende dai casi», risponde il sindaco. «In media 500 euro al mese, ma ogni situazione è diversa», fa sapere il primo cittadino di Bereguardo, Roberto Battagin, che ammette: «I Comuni stanno facendo i salti mortali. Le risorse che arrivano da Regione e Stato sono sempre più risicate e le nostre casse si stanno dissanguando». Stefania Prato