Agnelli: «La Juve vince con le sue idee Pronti alla festa»

TORINO «Scudetto? Ci manca poco». Nella lapidaria risposta di Andrea Agnelli c'è tutto, soddisfazione, orgoglio, niente stucchevoli catenacci scaramantici, ma un implicito messaggio per caricare l'ambiente: guardate che dobbiamo ancora prendercelo. Lo slogan della settimana, è facile capirlo, è proprio questo: mettere subito le mani sul secondo titolo, quello che da Conte è stato più volte ribattezzato come il più difficile, come lo è sempre, in Italia ripetersi nel calcio, con le avversarie teoricamente rinforzate e senza più il fattore sorpresa, con i giocatori a rischio di spostare a livello inconscio la "fame", sull'altro palcoscenico in cui il digiuno è più grande, la Champions League. Certo, qualche piccola fuga mentale è più che naturale, quando arrivano domande sul futuro prossimo della squadra e le risposte non si fanno attendere. Come quella di giovedì di Pirlo su Ibrahimovic («non spacca lo spogliatoio, è un campione che farebbe comodo») e di ieri di Marchisio, («Se arrivasse, lo accoglieremmo a braccia aperte»), che lanciano altri segnali inequivocabili di una voglia di volare a quote sempre più alte, dopo tante delusioni nei sei anni dopo Calciopoli. Conte, fino a oggi, si è trincerato dietro il rispetto per chi sta vincendo questo campionato, rifiutandosi di parlare di mercato, imitato dal presidente Agnelli, che, però, ha rinfrescato le idee ai tifosi sui meriti della Juventus anche fuori dal campo: «È tornata grande perché in società ci sono tante idee. Qualsiasi cosa facciamo, coltiviamo l'eccellenza. Una società sportiva deve metterci qualcosa di più, deve operare 24 ore su 24 sette giorni su sette. Al mio arrivo ho trovato una Juventus che guardava molto a se stessa, al passato, ma poco al futuro e che non era presente nel mondo multimediale. Era necessario cambiare l'approccio alla comunicazione. Il nostro principale prodotto, vale a dire la partita, viene raccontato da terzi: dalle tv, dalle radio, dai giornali. Con gli strumenti attuali però si è aperto un nuovo mondo che ci permette di avvicinarci ai nostri tifosi e per farlo dobbiamo creare contenuti esclusivi da distribuire tra le varie piattaforme. Dalla nostra avevamo la consapevolezza del valore del nostro marchio». Dita incrociate, intanto, ma preparativi ormai ultimati per l'attesa festa scudetto di domani: i tifosi hanno già confezionato striscioni e gigantografie varie, perché non vogliono perdersi il match ball del 5 maggio, quello più emozionante. Lo Stadium sarà un ribollire di entusiasmo in una cornice ancora più significativa dello scorso anno, quando il titolo fu vinto nella serata di Trieste. Anche la Juventus ha pensato all'ormai tradizionale giro sul pullman scoperto, per presentare i vincitori alla città.Nessuna ufficialità, per ovvi motivi, ma dalle indiscrezioni filtrate, il corteo dovrebbe partire circa un'ora dopo il termine del match con il Palermo.