«Droga ai minorenni» 40enne finisce a processo

VOGHERA Legittimo impedimento per colpa di una dissenteria. L'avvocato pavese Ugo Leonetti (e il co-difensore Girolamo de Rada) hanno usato la legge - già utilizzata dall'ex premier Berlusconi - ottenendo un rinvio del processo ai danni di Alan Filippini, un quarantenne oltrepadano accusato di spacciare hashish ai minorenni. Ieri - in tarda mattinata - l'avvocato Leonetti ha presentato l'istanza al presidente del tribunale Eleonora Fiengo. Il giudice ha voluto verificare e a casa dell'imputato è stato inviato un ufficiale di polizia giudiziaria. Giunto sul posto è stato chiaro che - al di là dell'imputato allettato - altro non è stato possibile accertare. Così la polizia giudiziaria ha cercato un medico per una vera visita fiscale e il processo, dalla tarda mattinata è slittato al pomeriggio. Alle 15, però, dall'abitazione dell'imputato non erano giunte notizie sulle condizioni sanitarie così, suo malgrado, il presidente si è scusato con i sette testimoni che dalle nove e 30 del mattino attendevano di svolgere il loro dovere. «Mi scuso, ma per cause indipendenti dalla nostra volontà, il processo non si può tenere». Il giudice ha ringraziato la disponibilità dei testimoni ma - ha spietato - non si può negare all'imputato di prendere parte al processo. E se è ammalato, l'udienza va rinviata. Così prevede la legge sul legittimo impedimento che, per una volta, non ha interessato una carica dello Stato. Il processo per spaccio slitta quindi a giovedì prossimo, 9 maggio. Sempre che il malato guarisca.(c.e.g.)