LA VIGNETTA

LA CRISI Guerra non dichiarata in nome dell'euro n "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto"."Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa": articoli 4 e 36 della nostra Costituzione. Oggi, questi articoli così come tutta la prima parte della nostra Costituzione, sono messi in discussione da un'Europa nata senza la volontà popolare: una Costituzione deve essere votata dal popolo, un "Trattato", come quello di Lisbona che ha posto le basi per stravolgere la vita di tutti noi, no! Occorre allora una nuova presa di coscienza! Non buttiamo i sacrifici di padri e figli, distratti da nani e ballerine o da una classe politica indegna, richiamata giustamente dal presidente Napolitano. Non possiamo distrarci. Difatti una volta la guerra lasciava distruzione , morti e feriti, si sognava la vittoria e si sognava comunque la fine della guerra o di un regime. Oggi, perlomeno nel mondo occidentale, la guerra è cambiata: non si spara, ma la guerra in atto in Europa è forse peggiore di quelle che abbiamo visto nel secolo scorso. Non sono le armi, ma i mercati a far cadere i governi, a promuoverne di nuovi. Senza aver dichiaratamente perso una guerra, abbiamo subordinato la nostra Costituzione al Trattato di Lisbona, abbiamo ceduto la sovranità monetaria ad una banca, laBce lasciando al mercato decidere quanto deve essere l'interesse sul debito "spread"! Senza una nuova presa di coscienza popolare, questa "guerra" proprio perché non dichiarata non potrà mai aver fine, nessuno dichiarerà la fine delle ostilità se noi non sapremo dire basta! Basta all'umiliazione delle nostre genti: artigiani, commercianti, lavoratori, imprenditori che chiedono solo di poter mantenere le proprie famiglie come hanno sempre fatto. Basta ad una classe politica "distratta" che non discute di questa "Europa", del Fiscal compact, del Mes (Meccanismo europeo di stabilità), che sta massacrando la nostra gente, i nostri Comuni. In nome di questa Europa i Governi si sono inventati l'Imu, la Tares, si sono inventati "l'Austerity", ci hanno detto di essere un popolo di evasori, di fannulloni, ci hanno chiesto sacrifici impossibili da sostenere, hanno impedito alle nostre aziende di lavorare, per cosa? Per ripianare un debito impossibile da ripianare senza una moneta sovrana, difatti nonostante tali "sacrifici" il debito pubblico è aumentato. Lorenzo Demartini Sindaco di Mede PAVIA Cattivo esempio del medico di famiglia n I nostri tempi sono indubbiamente difficili. Risulta problematico coniugare professionalità e soddisfazione economica. La valorizzazione del proprio ruolo non deve sconfinare nel non rispetto delle difficoltà oggettive che il semplice fattore età avanzata può comportare. Risulta quindi sgradevole nella nostra bella città apprendere che esiste la strana abitudine di un medico di famiglia di cavillare se una signora sola, di 81 anni e abitante al quinto piano, con un arto infortunato dopo una caduta, possa raggiungere lo studio medico che dista circa un chilometro e, in base a questa idea, ritenere corretto al termine di una visita domiciliare feriale richiedere la somma di 50 euro, senza rilasciare al momento fattura. Certo, sappiamo della sentenza della Corte di cassazione del 2001: è così attuale che nessun altro medico di famiglia la applica a persone sole, anziane e inferme. Ora il medico in questione certamente non si comporta in modo routinario , visto il numero assai ridotto di ricevute emesse (come risulta dalla quietanza di pagamento inviata dopo sollecito) sette giorni dopo la visita. La professione medica non è certo una missione, ma certamente non viene esaltata da chi lavora con le sentenze di Corte di cassazione appresso da applicare alle anziane pensionate sole. Laura Orlandi BOMBE ALLA MARATONA Sangue innocente versato a Boston n Quanto accaduto a Boston, in quella maratona, in quel traguardo diventato improvvisamente linea di tiro, in quella frontiera trasformata in un confine di infamia e di viltà, dentro una inumanità che non trova attenuanti, dove la fatica e il sacrificio di tanti uomini, lo sforzo del maratoneta, con le gambe dure, i polmoni che scoppiano, il cuore in tumulto, in procinto di quella meta ambita quanto la sofferenza sopportata e infine vinta, l'espulsione delle tossine agli ultimi metri... ancora il sangue degli innocenti. Vincenzo Andraous Pavia IL CASO MATTEI Ho visto l'aereo esplodere in volo nDalla sciagura aerea di Bascapè sono trascorsi 50 anni il 27 ottobre scorso e vi sono ancora persone che per partito preso o senza sapere nulla osano dire che l'aereo dell'ing. Enrico Mattei è precipitato integro per un temporale o per la nebbia. Vergogna! Quelle linguacce farebbero meglio a tacere. Farebbero meglio a tacere perché, proprio quel giorno, dopo qualche ora da quelle piogge autunnali di breve durata, alle ore 18 ero con mio padre nel cortile di casa, ove per un agricoltore c'è sempre qualche cosa da fare. Alle 18.25 c'era il sole e mio padre mi disse: "Guarda Remo, quell'aereo sembra d'argento". Da casa mia, ci sembrava che volasse sopra San Martino verso Milano: ad un tratto, quell'aereo si trasformò in una palla di fuoco, e cadde velocemente al suolo. Si trattò di pochi minuti. Tuttavia, sono corso al telefono ed ho telefonato immediatamente ai carabinieri di Zeme, per avvisarli dell'accaduto. A rispondermi è stato il maresciallo Giovanni Gullo, il quale dopo avermi ringraziato, mi aveva assicurato che sarebbero corsi sul posto i carabinieri della zona, dove era precipitato l'aereo in fiamme. Il maresciallo aveva scritto sulla sua agenda il contenuto della mia telefonata. Ora, leggendo il bellissimo libro di Raffaele Morini, detto Raf e pubblicato da Mursia, trovo la dichiarazione del Maresciallo Pelosi di Landriano e le tante testimonianze rese al Tribunale di Pavia, sento il dovere di dire nuovamente a certe persone indegne di avere rispetto di Enrico Mattei, che la stampa estera ha definito anche di recente, come 50 anni fa, l'uomo più potente del mondo, e che tutti gli Italiani dovrebbero ricordare per il benessere che ha creato. Renzo Bertazzo Zeme PAVIA Alla Maugeri la buona sanità n Alcuni giorni fa ho scoperto che mia figlia in attesa del suo primo bambino è affetta da una forma di ipertiroidismo. Dopo un'esperienza disastrosa relativa alla terapia, mi rivolgevo al Dott.Togni direttore sanitario della Fondazione Maugeri di Pavia. La sua disponibilità mi hanno fatto comprendere che anche in un direttore sanitario, e quindi non un clinico, si può avere la fortuna di scoprire sia l'uomo che il medico. Mia figlia è stata affidata alle cure della dottoressa Magri , endocrinologa, e sta vivendo con serenità la sua patologia e la sua gravidanza. Spero che tutti i direttori sanitari imparino dal dr. Togni che gestire una struttura sanitaria non li esime dall'ascoltare la voce dei malati. Giuseppa Longo SAN MARTINO Controversia sugli oneri n Rappresento Movie Planet S.r.l. e scrivo a proposito dell'articolo pubblicato lo scorso 23 aprile dal titolo: "Multisala ci deve 293mila euro". L'accostamento del titolo, della fotografia e del testo pubblicati sembra attribuire a Movie Planet l'assai consistente esposizione debitoria nei confronti del Comune di San Martino. Peraltro nell'occhiello e nell'articolo il mancato pagamento degli oneri di urbanizzazione all'ente locale viene ascritto alla Nuovo Cinema Pavia, società proprietaria del complesso immobiliare. A mio giudizio l'articolo non consente a sufficienza di distinguere il soggetto cui l'insolvenza è effettivamente attribuibile, e ciò a causa del riferimento alla proprietà e alla multisala e dell'impiego di tali termini quali sinonimi. Può ingenerarsi nel lettore la convinzione che sia proprio Movie Planet a essere debitrice dell'amministrazione comunale, mentre gli oneri di urbanizzazione sono per definizione di esclusiva spettanza del proprietario dell'immobile cui si riferiscono. L'abbinamento del titolo "Multisala ci deve 293mila euro" e della fotografia con l'insegna della Movie Planet S.r.l, inducono il lettore (non a conoscenza dei soggetti coinvolti dalla vicenda) a credere che sia proprio la società mia cliente ad essere prossima destinataria delle iniziative giudiziarie del Comune. Avv. Matteo Borroni Nell'articolo e nel titolo è ben specificato che ad avere un contenzioso con il Comune in merito a oneri non versati è la società Nuovo Cinema Pavia che ha costruito il complesso multisala di San Martino. In più, multisala è un'indicazione di luogo che, nel linguaggio comune, indica l'intero complesso commerciale in cui si trovano anche i cinema e non indica certo il gestore delle sale di proiezione. Movie Planet nell'articolo non è citata. (a. gh.)