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primo maggio La festa di lauradur nÄl prim äd Mag "festa di lauradur" / ades änca la gent la vuraris laurà, /ma ghè in gir propi pü mia äd laur / tänti asiend purtrop hän sarà. I devän guardas ben in gir / si trövan un qualcos da fa, / änca pür dä guadagnä poc lir / ma cun la crisi l'è dura da truà / i nostär pulitic hän pensà pär lur / e äs na impipan se sum adre a naufragà. L'ecunumia l'è ferma pri povar e i siur / cun al gueran növ speruma äd migliurà / parchè i giuin i ghan mia äd futür / e i duaran par forsa pürtrop espatrià. Gianluigi Valsecchi donne Lavoro, le richieste a tre ministri nIn qualità di presidente della Rete degli Sportello Donna e presidente della Rete italiana degli Incubatori mi rivolgo ai ministri del lavoro, dello Sviluppo economico e delle Pari opportunità: abbiamo apprezzato la giusta proporzione di donne all'interno del nuovo Governo ma dobbiamo subito dare avvio a politiche concrete a favore della componente femminile. Abbiamo presentato nei mesi scorsi la nostra Agenda per le imprese femminili e stiamo organizzando in molte sedi italiane seminari di sensibilizzazione nell'ambito del progetto «Donne che resistono», una iniziativa volta a dare informazioni su come fare impresa in ambito femminile in tempo di crisi e agire a tutti i livelli del gap femminile: partecipazione al mondo del lavoro, leadership, rappresentazione pubblica e mediatica del ruolo femminile. Al primo posto della nostra Agenda Rosa ci sono azioni positive e politiche che agiscono sul dramma dell'esclusione e dell'abbandono del posto di lavoro da parte delle donne, all'insegna del principio: non cercare il lavoro, crealo. La nostra attività negli Incubatori di impresa ci mette ogni giorno in un contatto stretto con le nuove imprese e con le donne aspiranti imprenditrici, conosciamo bene le loro reali esigenze. A nostro avviso tra gli strumenti da attivare con urgenza ci sono: incentivi alle imprese per l'assunzione delle donne; detassazione selettiva dei redditi di lavoro femminili; strumenti di conciliazione innovativi pubblici e privati, moltiplicazione delle reti di servizi alle famiglie, degli asili e sostegni alla genitorialità condivisa e soprattutto incentivi all'imprenditorialità femminile e canali di microcredito privilegiati con particolare attenzione per i settori delle imprese culturali e creative le nuove tecnologie, le imprese dei servizi , del turismo e dell'agro food. Mettiamo la nostra Agenda rosa a disposizione del Governo, affinchè si possa continuare un processo a sostegno reale delle imprese delle donne. Isa Maggi presidente Sportello Donna presidente Bic Italia net politica Licenzierei chi ci governa nMi pare sacrosanto il diritto di qualunque datore di lavoro di poter licenziare un dipendente quando questi non sa fare il lavoro per cui è pagato. Questi nostri politici della cosiddetta seconda Repubblica rientrano proprio nella categoria dei non capaci, cioè soggetti a licenziamento. Sono stati biasimati i politici della prima Repubblica perché rubavano e tutti erano euforici per l'inizio della seconda Repubblica. Purtroppo per gli italiani si è accertato che anche i politici della seconda Repubblica si gonfiano le tasche esclusivamente per sé e per i propri familiari. E pensare che non sono politici di grande spessore come quelli del passato, personaggi come Andreotti, Berlinguer, Forlani, Craxi ecc., tanto per citarne alcuni. Quelli attuali lo spessore lo dimostrano nella incapacità e primeggiano nella disonestà. Al governo ci sono andati sia quelli del centro, del centrosinistra e quelli del centrodestra, di leggi utili per l'Italia non ne hanno fatte, tranne quelle ad personam, neanche la tanto discussa legge elettorale sono stati in grado di cambiare. Il centrosinistra che per una volta ha vinto le ultime elezioni, anche se di poco, non è stato capace di formare il governo e tanto meno di esprimere un nome per eleggere il capo dello Stato. Secondo me è una vergogna. Hanno dovuto pregare in ginocchio il presidente Napolitano, 87 anni, per farlo rimanere alla guida del Paese e tirarci fuori dalla melma che sta soffocando l'Italia. La seconda Repubblica ci ha regalato degrado sociale, povertà e politici inetti. Cosa dobbiamo aspettarci dalla terza Repubblica? Giuseppe Lanfranchi