IL PRIMO MAGGIO

di Maria Fiore wPAVIA Affari che crollano, debiti che aumentano. E così, in un mercato del lavoro sempre più in ginocchio, non mancano imprenditori che sfuggono all'obbligo del versamento dei contributi all'Inps per i propri dipendenti. «Dobbiamo scegliere se pagare i contributi o gli stipendi ai nostri dipendenti», si giustificano i datori di lavoro, sebbene consapevoli di commettere un reato. La dimensione del fenomeno la forniscono proprio le segnalazioni che arrivano in procura: ogni mese si accumulano almeno 400 pratiche di mancati versamenti all'Inps da gestire. Il che significa che cento aziende, piccole e grandi, ogni settimana finiscono davanti al magistrato perché al 16 del mese hanno trattenuto la quota della retribuzione dei dipendenti invece che versarla all'Inps. I settori più a rischio riguardano le cooperative e le imprese edili. Ma non mancano, nell'elenco dei procedimenti penali, ditte commerciali con due o tre dipendenti, come ristoranti e negozi. «La situazione è tragica, il fenomeno è sicuramente in aumento – ammette Piero Perotti, responsabile territoriale della Uil Pavia –. Troppe ditte sono in difficoltà e questo ha ricadute anche sulla collettività,perché per i lavoratori dipendenti c'è l'automaticità della prestazione: in altre parole anche se i contributi non vengono versati sono comunque coperti e il costo è a carico della collettività». In molti casi, comunque, i mancati pagamenti vengono recuperati. «Ma il problema resta – aggiunge Perotti –. Ed è un fenomeno che non accenna a diminuire, perché provocato soprattutto dalla crisi di credito dell'impresa. Il circolo vizioso è: poche commesse e fatture che vengono pagate tardi, ma le spese invece ci sono ogni mese. Così se al 16 non ci sono i soldi, è chiaro che i datori di lavoro devono scegliere se pagare gli stipendi o versare i contributi. E scelgono la prima opzione, spesso pagando gli stipendi poco per volta. Il fenomeno riguarda soprattutto le cooperative». Ma non è solo la crisi a determinare un aumento delle contestazioni che arrivano in tribunale (contestazioni che per il 30 per cento si trasformano in condanne). L'aumento si spiega anche con una modifica, rispetto al passato, delle procedure di controllo. Oltre ai protocolli di intesa tra Inps e procure, che hanno accelerato le segnalazioni, le verifiche avvengono in modo più automatico. «Una volta ci voleva qualche mese per avere l'esito di un controllo – dice ancora Perotti –. Oggi invece con i controlli incrociati la verifica è immediata. Nel giro di un mese dal mancato versamento si procede subito con l'avviso bonario di pagamento». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA