Ecco chi fa «buona impresa»
PAVIA Quattro giovani coraggiosi, che hanno dato ali alle loro idee. Legati da un filo comune: il rispetto della dignità umana. Ma anche dal coraggio. Serena Ragni , 43 anni, un vissuto di viaggi a Lourdes con gli ammalti e un'esperienza che le ha cambiato la vita in Uganda, è tornata a Travacò nel 2011 e ha rivitalizzato una bottega alimentare di famiglia trasformandola in un luogo aperto, un humus di idee. Si chiama il Girasole, ha dato vita a laboratori di inglese e creatività, e ha assunto 4 giovani. «Ci sentiamo giardinieri di uomini – dice – E' tempo di osare e avere coraggio» dice. Lo stesso spirito con cui Alessandra Ceriana, 38 anni, di Pavia, ha affrontato il nascere del suo progetto: l'Unione delle magliaie. Mette insieme donne che a 30.35 anni sarebbero già fuori dal ciclo produttivo e reinsegna un mestiere che sta scomparendo ma che ha ancora grandi potenzialità. Filiera corta, chilometri zero e prodotti su misura a prezzi competitivi . Alessandra è laureata in Lingue straniere ma grazie a un bando della fondazione Banca del monte ha fatto esperienza in India, nel settore tessile. «Rivolgo un invito ai giovani , ad avvicinarsi a questo lavoro e a credere nelle proprie idee – dice – Ma lancio un appello anche agli amministratori: sono necessari sgravi fiscali per le start up ma anche affiancare al rigore delle istituzioni un pizzico di fantasia». Il motto di Alessandro Negruzzi, giovane agronomo della Coldiretti, è "ricordati da dove sei partito". E lui, che viene da una famiglia di viticoltori, aiuta le piccole imprese agricole a creare progetti. Riccardo Goggi, 41 anni, ghisleriano e ingegnere, ha un curriculum di studi all'estero e incarichi in multinazionali, ma alla fine ha tentato l'impresa: creare un suo prodotto, un marchio etico che metta l'uomo al centro. I soci, una trentina, sono compagni di viaggio, legati dalla stessa filosofia. «Ho voluto creare una piccola società di consulenza per avere più libertà ma anche seguire valori diversi, ad esempio reinserire persone vicine a fine carriera ma preziosissime» dice. Anche lui ribadisce l'urgenza di ridurre la burocrazia e di professionalizzare i giovani. (m.g.p.)