Ora si cercano i vestiti dell'assassino

di Adriano Agatti e Maria Fiore wMONTECALVO VERSIGGIA In mancanza di una confessione di Costantin Scarlat, il romeno di 33 anni accusato dell'omicidio della 76enne Alma Pecorara, gli investigatori si affidano agli indizi raccolti dopo il delitto sia nell'abitazione della vittima, a Montecalvo Versiggia, che all'esterno della casa. E ieri gli accertamenti sono proseguiti. In particolare i carabinieri della compagnia di Stradella stanno cercando gli abiti indossati dal presunto assassino la sera di martedì, quando la donna è stata uccisa. I vestiti che l'indagato aveva addosso quando i carabinieri sono andati a prelevarlo a casa, venerdì mattina, e che sono stati sequestrati per essere sottoposti ad accertamenti, non sono infatti gli stessi ripresi dalla telecamera del paese, che aveva immortalato il passaggio del 33enne a una distanza di circa 500 metri dalla casa della donna. Quei vestiti non sono stati trovati in casa del romeno, che avrebbe avuto due giorni di tempo per disfarsene, e ieri i carabinieri hanno ancora perlustrato la zona attorno alla casa nella speranza di trovarli. Sembrano non esserci invece dubbi sulle scarpe: i coinquilini di Costantin Scarlat hanno confermato che proprio martedì sera il compagno, a differenza di come era solito fare, ha lasciato le scarpe fuori dalla porta di casa. Sono le stesse scarpe che si intravedono nelle immagini delle telecamere e quelle che i carabinieri hanno sequestrato. In attesa dell'esito degli accertamenti, che dovranno dire se le impronte trovate sulla scena del delitto sono compatibili con le scarpe dell'indagato, l'attenzione degli inquirenti si sta concentrando anche su un altro indizio. In un cassonetto della spazzatura, a dieci metri di distanza dall'abitazione dell'indagato a Golferenzo, i carabinieri hanno infatti trovato il portafogli della vittima. Molto probabilmente – questa è l'ipotesi – era insieme all'argenteria prelevata nella casa della donna e poi trovata in un dirupo. L'esame delle impronte sul portafogli e sugli argenti, oltre che sul coltello trovato accanto alla vittima, potranno permettere alle indagini di fare un passo in avanti. Per il figlio della donna, Andrea Castaldi (l'uomo si è rivolto agli avvocati Marco Casali e Luca Angeleri), il pubblico ministero di Voghera Ilaria Perinu potrebbe invece presto disporre lo stralcio dall'inchiesta e chiedere l'archiviazione. L'uomo ha comunque consegnato i vestiti che indossava la sera in cui la madre è stata uccisa. E ha riconosciuto come propri un paio di pantaloni e una felpa trovati insieme all'argenteria. Abiti puliti, presi a quanto pare dalla casa della donna e che forse dovevano servire all'assassino per cambiarsi. Chi li ha lasciati nel dirupo, in mezzo alle piante e ai rovi, ha deciso invece di liberarsene, forse preso dall'ansia di allontanarsi da Montecalvo in tutta fretta. Il figlio della vittima ha riconosciuto come provenienti dalla casa della donna anche gli oggetti di argento e il portafogli. Infine, resta l'impronta di sangue trovata sull'interruttore del bagno. Impronta forse lasciata dall'assassino, che ha tentato di cancellare le proprie impronte. Un tentativo comunque non riuscito, perché tracce di suole di scarpe sono state trovate in più punti, accanto dal corpo della donna. Tracce di sangue che potranno dire molto sui movimenti dell'assassino nella casa sono state infine trovate davanti a una cassaforte: qui, a quanto pare, l'assassino ha trascinato la donna, sanguinante ma ancora viva, per costringerla ad aprire lo sportello. Secondo una prima ipotesi di ricostruzione, l'assassino in questo frangente avrebbe tenuto puntato il coltello al collo della vittima, dove l'autopsia ha rilevato tagli superficiali.