Commissioni, M5S verso la Vigilanza Rai

ROMA Il Movimento 5 Stelle torna a chiedere la presidenza di Commissione di Vigilanza Rai e Copasir in occasione del dibattito sul voto di fiducia al governo Letta. «Ci aspettiamo che siano attribuite alla vera unica opposizione e non ad un'opposizione last minute», afferma il deputato 5 Stelle, Angelo Tofalo, citando Fratelli d'Italia, ma anche Sel e Lega. Ma l'orientamento della maggioranza sarebbe quello di concedere la Vigilanza al Movimento 5 Stelle, lasciando a una forza minore dell'opposizione il Copasir. Il timore - palesato da più di un esponente della maggioranza - è che mettere il comitato di controllo sui servizi segreti in mano a una forza che fa della trasparenza uno dei suoi punti fermi possa rappresentare un rischio per la sicurezza. Nel Pd si moltiplicano le voci che invitano ad assegnare la Vigilanza al Movimento 5 Stelle, che ha una posizione fortemente critica sulla gestione del servizio pubblico, avendo proposto di privatizzare parte della Rai, lasciando solo una rete priva di pubblicità. «Presidenza della Vigilanza Rai al Movimento 5 Stelle? Doveroso. Le regole, anche non scritte, vanno sempre rispettate», scrive su Twitter il deputato, Paolo Gentiloni, aggiungendo che, quanto al Copasir, «M5S è la principale opposizione, non l'unica. È auspicabile un'intesa tra loro, Lega e Sel, altrimenti sceglie la maggioranza». La partita per l'assegnazione delle cariche nelle Commissioni parlamentari si incrocia con quella per le nomine di viceministri e sottosegretari. Una partita che avrà come "handicap" anche quello di tentare di ridurre al massimo le cariche da assegnare. L'idea di Letta, sostenuta dal ministro per il Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, sarebbe infatti quella di scendere fino a quota 40 sottosegretari. Una "manovra" di tagli che complica ancora di più la ricerca del bilanciamento tra le forze politiche della maggioranza. E che ingarbuglia non di poco la partita che il Pdl intende giocarsi fino in fondo per pareggiare quello che giudica «lo strapotere» acquisito dal Pd nella prima spartizione degli incarichi di governo. Senza contare lo scontento di Scelta civica sulla ripartizione dei ministri. In pole position, per un ministero economico, sembra quindi esserci Carlo Calenda, braccio destro di Luca Cordero di Montezemolo e vicepresidente del direttivo nazionale di Scelta Civica. In corsa per il Pd ci sono Francesco Boccia e Pier Paolo Baretta: entrambi potrebbero aspirare ad un ministero economico o alla presidenza di una Commissione economica, come la Bilancio. C'è il problema di Stefano Fassina, escluso dall'esecutivo ma a cui sarebbe stato chiesto in tutti i modi di dare una mano ora. Da risolvere c'è anche la questione di Anna Finocchiaro: per lei sarebbe perfetta la Commissione Affari Costituzionali del Senato.