Senza Titolo
25 aprile Non c'erano solo i comunisti nIl contenuto del discorso - di cui tutti abbiamo apprezzato la tensione emotiva - tenuto il 25 Aprile a Pavia in piazza Italia da Riccardo Scannarotti non può essere condiviso nella sua interezza. Le parole del relatore hanno fatto quasi esclusivo riferimento al contributo - innegabilmente importantissimo - profuso dai comunisti nella lotta antifascista. Ma non furono i soli. La grande forza - morale prima ancora che politica - della guerra di Liberazione del popolo italiano è stata la partecipazione di gente diversissima, proveniente da ogni ceto sociale e di ogni convinzione politica, vale a dire la sua universalità. Nulla di simile si era mai visto prima, e neppure si vide dopo. Basta scorrere i tanti nomi, troppi, riportati nella lapide sul muro dell'Università, proprio di fronte all'oratore. E vi furono anche dei sacerdoti che in tanti casi rischiarono la vita, e qualcuno proprio qui nella colline pavesi e piacentine fu persino fucilato per avere aiutato indipendentemente tutti, anche i comunisti. Ed è stata questa coesione di vita e di morte in quella parte del popolo italiano che decise di combattere che costituisce il patrimonio morale e politico della lotta di liberazione. Fu veramente un secondo Risorgimento, che riscattò definitivamente l'Italia da vent'anno di dittatura e venti mesi di orrori nazifascisti. avv. Alberto Maria Zucca (nell'Anpi da sempre) lavoro Il santo bluff della diocesi pavese nLeggendo il titolo della proposta della diocesi di Pavia sul lavoro (Provincia pavese del 27 aprile) non si poteva che fare un salto di gioia: la diocesi ha "un piano" per creare migliaia di posti di lavoro? Evviva! Letto e riletto l'articolo (e la proposta del piano) si capiva da subito trattarsi solo di una ipotesi, di una speranza, di un auspicio. Si possono creare forse cinquemila posti di lavoro nel pavese se… Se il parlamento sbloccasse il decreto 155 del 2006 "permettendo di liberalizzare le imprese sociali equiparandole alle onlus". Quindi, i nuovi posti di lavoro sono subordinati al cambiamento di una legge. Ergo, la proposta della diocesi di Pavia è solo una teoria… Per la serie: se lo stato rifinanziasse i "lavori socialmente utili", se lo stato destinasse più fondi per questo o per quest'altro, ecc. Insomma, siamo alle prese con un santo bluff: per la serie buon lavoro urgente? Forse futuro! No, non si fa così, ma stiamo scherzando? La diocesi, prima di proporre una iniziativa deve trovare le risorse, i fondi; né può chiedere solo il contributo delle banche e degli imprenditori locali. La diocesi non ha fondi da mettere in campo? Non li ha per il lavoro? Ma li ha per altri scopi? E allora fermiamoci, non alimentiamo inutili attese e speranze. Per la serie: "Armiamoci e partite". P.S.: perché le diocesi della provincia di Pavia (Pavia, Vigevano, Tortona) non si ritrovano insieme a discutere ed agire in questo settore del lavoro? don Francesco Cervio parroco di Albonese voghera Il rally in piazza una scelta miope nDomenica mattina, verso le 9, mi sono trovata a passare dalla piazza del Duomo di Voghera. Lo spazio intorno alla chiesa era completamente occupato da furgoni e da persone indaffarate intorno a macchine da rally. Alcune di queste macchine, poi, arrivavano rombanti percorrendo a grande velocità le vie normalmente destinate al passaggio di auto e pedoni, vie che non presentavano traccia di transenne di protezione. Il baccano era continuo e assordante, un odore acre e pesante riempiva la piazza. Sotto i portici, la concentrazione di aria inquinata era ancora più fastidiosa. La municipalità aveva infatti accettato di fare della piazza centrale di Voghera, su cui affacciano abitazioni, negozi, caffé, e come tale luogo di ritrovo dei cittadini, il punto di partenza di un rally. Mi chiedo se si sia valutato l'impatto di tale decisione, peraltro poco rispettosa della salute degli abitanti, della loro tranquillità, nonché della loro sicurezza fisica. Il Comune di Voghera dovrebbe essere sensibile all'esigenza di ridurre l'inquinamento ambientale, inserito com'è in un contesto regionale dove le "domeniche senza auto" rappresentano uno strumento per limitare i danni dell'inquinamento da polveri sottili. E invece auto fortemente inquinanti vengono invitate addirittura nel cuore della città, con il degrado urbano che ne deriva e con conseguenze pesanti sulla qualità dell'aria che respiriamo. E questo per due giorni successivi (sabato e domenica). Mi sembra una scelta dannosa e miope. Olimpia Antoninetti santa maria della versa Grazie a Stradella e a chi mi ha curato nVorrei porgere con affetto e riconoscenza, i miei più sentiti ringraziamenti a tutto il personale medico e paramedico del Pronto Soccorso e dell'unità medicina interna dell'ospedale di Stradella, che mi ha assistito nella grave emergenza sanitaria del 22 aprile scorso con professionalità e disponibilità. Grazie al loro aiuto potrò ritornare a volare tra le colline del nostro Oltrepo in aiuto a tutti i miei amici, a due ed a quattro zampe, che nonostante il clamore di inauditi eventi mi aspettano con ansia e trepidazione. Grazie di cuore, saluti. Giuseppe Antonio Genta agricoltura Il binomio vincente vino-territorio nQuesta è la mia prima lettera indirizzata ad un giornale; non ho mai sentito la necessità di sottoporre all'attenzione dei lettori di un quotidiano le mie impressioni ed i miei commenti, ma da alcune settimane non posso fare a meno di notare l'attenzione che state dedicando al mondo agricolo. In particolare lo "Speciale Agricoltura " dal sabato, con gli spunti di approfondimento rispetto ai vari settori dell'agricoltura del nostro territorio e le informazioni "di servizio" rispetto a nuovi adempimenti, sta diventando un appuntamento settimanale atteso non solo dagli addetti ai lavori. Sono un viticoltore dell'Oltrepo Pavese, reduce da Vinitaly, e sabato scorso ho letto con piacere gli articoli dedicati al vino, ai primi bilanci dopo la vetrina internazionale di Verona che ha visto protagonista l'Oltrepo. Nel nostro padiglione si respirava un clima positivo e tanto entusiasmo con in prima linea noi produttori del Distretto Del Vino che esponevamo nei nostri stand il nuovo marchio "Op Wine", pronti per iniziare una nuova sfida di rilancio del binomio vincente vino-territorio. Una sfida particolarmente stimolante ed impegnativa che riusciremo a realizzare con successo anche grazie alla sapiente opera di comunicazione/informazione che il vostro giornale sta portando avanti. Davide Stocco