L'imprenditoria in rosa traina la ripresa e aiuta l'occupazione

PAVIA Le imprese rosa sono in aumento e crescono di più di quelle gestite da uomini. La Camera di Commercio, alla fine del 2012, ha registrato 11.274 imprese femminili: il 22,6% del totale provinciale di 49.793 aziende. I dati rivelano che le donne, quando fanno impresa, sono brave perché sanno delegare, giocare in squadra e gestire meglio il multitasking. Virtù che hanno permesso il salto nei settori high tech, tradizionalmente maschili, ma anche nella chimica, informatica, telecomunicazioni. Isa Maggi, presidente di Sportello Donna, è convinta che «il lavoro non vada cercato, ma creato». E aggiunge: «Bisogna fare il possibile per non perdere il contributo delle donne perchè il lavoro femminile crea indotto». «Studi dell'università Bocconi hanno rilevato che per 100 donne che entrano nel mercato del lavoro si generano 15 posti nel settore dei servizi», aggiunge Marialisa Boschetti, responsabile di Omega Industrie e presidente del Comitato dell'imprenditoria femminile. «I dati provinciali, in linea con quelli nazionali – spiega Boschetti – mostrano che il nostro Paese, con il 23%, detiene il primato dell'imprenditorialità femminile rispetto al resto d'Europa, ferma al 10%». «E' necessario favorire la nascita di start up. Da gennaio di quest'anno – fa sapere Maggi – negli incubatori di impresa di Pavia e Vigevano sono state avviate 26 nuove attività di cui sono titolari giovani e donne». Il suggerimento è puntare su innovazione e creatività. «Non siamo una Silicon Valley, ma stiamo lavorando per un progetto Pavia Start up dove daremo spazio alla cultura, al turismo, all'agrofood, settori trainanti dell'economia locale – spiega la presidente di Sportello Donna – Al Business Innovation Center sono previsti servizi di assistenza specifici. Alle aspiranti imprenditrici viene messo a disposizione gratuitamente uno spazio all'interno dell'incubatore fino a giugno 2014». Firmato a marzo dal Governo Monti, un accordo per costituire una sezione del fondo centrale di garanzia dedicata all'imprenditoria femminile permetterà alle piccole e medie imprese in rosa di accedere a 300 milioni di euro di credito garantito. «I motivi per cui le donne fanno impresa – osserva Boschetti – sono legati ad un'oggettiva difficoltà a collocarsi nel mercato del lavoro, penalizzate per eventuali maternità o carichi familiari». Per questo le associazioni di categoria stanno cercando di sostenere l'imprenditoria rosa. «Come Cna – fa sapere la presidente del Cif – che sta lavorando per formare una cultura imprenditoriale femminile, tenendo corsi sulla leadership, sulla comunicazione e sulla gestione dei conflitti». Dai dati della Camera di commercio risulta che nell'ultimo anno l'incremento maggiore si è registrato per ristoranti, agriturismi, negozi di parrucchiere ed estetiste. E' il caso di Monica Stefanelli che ha allargato la sua attività di parrucchiera accostando anche un centro estetico con l'aiuto di Fabrizia Barbierato. «Abbiamo cercato – rivela Monica - di mantenere prezzi non molto elevati, pur offrendo un servizio completo». Stefania Prato