«Abbassare lo spread e le tasse»
ROMA Il biglietto da visita del neo ministro dell'Economia e delle Finanze lascia ben sperare. Fabrizio Saccomanni in un colloquio con Repubblica fissa un obiettivo molto chiaro: portare lo spread tra Btp e Bund «a quota 100 e anche meno» grazie ad «una ricomposizione del bilancio pubblico» che permetta di contenere la pressione fiscale tagliando la spesa corrente «secondo un'impostazione di tipo politico». Il ministro dell'economia punta ad «un grande patto per l'Italia. Meno tasse, più crescita, tagli alla spesa» mediante il coinvolgimento di banche, imprese e consumatori in uno «sforzo coordinato» per arrivare a un grande «patto», in grado di rimuovere il «fattore di incertezza psicologica». Per rilanciare il sistema economico, secondo Saccomanni, sarà indispensabile il sostegno «alle imprese e alle fasce più deboli della popolazione». L'azione coordinata con il ministro del lavoro, l'ex saggio di Napolitano e già presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, porterà probabilmente ad un rapido accordo per il salario di produttività, una misura che ha raccolto recentemente il via libera anche della Cgil. Sarebbe un passo in linea con quanto sostengono molti osservatori internazionali. Il capo analista per l'Italia di Moody's, Dietmar Hornung, proprio ieri ha sottolineato che «l'elasticità dei prezzi delle esportazioni è relativamente alta e quindi la competitività trarrebbe beneficio da un aumento della flessibilità salariale. Le riforme del mercato del lavoro sarebbero positive - ha detto Moody's - per tutta l'attività economica e quindi, a cascata, migliorerebbero la capacità dell'Italia di ripagare il debito pubblico». La prima prova del Governo Letta sui mercati sarà abbastanza importante. Dopo aver incassato il tutto esaurito con tassi ai minimi storici nelle aste di Bot e Ctz, il Tesoro, dove siederà un esponente di Bankitalia che potrebbe risultare molto gradito alle piazze finanziarie e a Bruxelles, si ripresenta infatti con due emissioni di Btp, a 5 e 10 anni, fino a 6 miliardi di euro. Gli occhi dei mercati saranno quindi sull'apertura di Piazza Affari e sull'andamento dello spread, anche se sarà proprio il collocamento dei titoli di Stato a lungo termine il banco di prova per testare il giudizio del mercato sulla credibilità della composizione del nuovo governo, ma anche per verificare la reazione all'ultimo verdetto di Moody's. L'agenzia di valutazione, pur confermando il rating Baa2 per l'Italia, ha tagliato le stime sul Pil 2013 e ora prevede una contrazione dell'1,8% a fronte della flessione dell'1% stimata precedentemente. Da Bruxelles è arrivato comunque un segnale molto importante: la decisione di concedere due anni in più alla Spagna per il rientro del deficit sotto il 3% del Pil è un ulteriore conferma che, nonostante Berlino rimanga molto rigida, l'Unione Europea sta cambiando strategia per evitare che l'avvitamento recessivo dell'economia possa trasformarsi in una depressione. Gli occhi dell'economia sono poi puntati su giovedì, quando la consueta riunione della Bce potrebbe decidere un ulteriore ribasso dei tassi non potendo agire, come hanno fatto Fed, Banca del Giappone e d'Inghilterra, con la leva di stampare nuova moneta. (a.d.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA