Ricatta l'amica per gelosia, arrestato
di Maria Fiore wPAVIA «Dammi 400 euro o racconto al tuo fidanzato che abbiamo una relazione». Ma la vittima, una donna di 37 anni di Pavia, di fronte a questa pretesa non ha avuto alcuna esitazione e ha presentato subito denuncia ai carabinieri. Idris Amara, un uomo di 41 anni che vive a Pavia ma che risulta non avere una residenza fissa, è stato arrestato con l'accusa di estorsione. Ieri mattina l'arresto è stato convalidato in tribunale. Il pubblico ministero Antonella Santi aveva chiesto la custodia in carcere, ma il giudice Luigi Riganti ha disposto solo il divieto di dimora. Il 41enne, in altre parole, non potrà tornare a Pavia. Tranne che per il processo, che è stato fissato per il 25 giugno. In quell'occasione l'uomo, che è rappresentato dall'avvocato Antonio Savio, dovrà difendersi dall'accusa di avere ricattato l'amica. Già durante l'udienza di convalida, comunque, il 41enne, che ha già avuto guai con la giustizia in passato, ha dato la sua versione. Quella richiesta di soldi, ha spiegato, era solo la restituzione del denaro pagato in un anno per le bollette della casa in cui abita la donna. E che comunque sarebbe stato spinto a quel gesto dalla gelosia e non da un interesse economico. Fatto sta che alla donna, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Pavia, l'uomo avrebbe chiesto denaro in cambio del suo silenzio: 400 euro per non rivelare al fidanzato di lei la loro presunta relazione. L'altro ieri i carabinieri della compagnia di Pavia sono intervenuti per mettere fine al ricatto. All'appuntamento per consegnare il denaro, in piazzale Crosione, la donna non si è presentata da sola. I carabinieri si sono appostati e qualche minuto dopo è arrivato il 41enne. L'uomo ha preso i soldi, senza immaginare che fossero in realtà fotocopie di banconote. Poi ha cominciato a litigare con la donna. L'ha colpita con una sberla, facendola cadere per terra. A quel punto sono intervenuti carabineri e lo hanno ammanettato. «Noi riteniamo che non ci sia stata nessuna estorsione e lo dimostreremo al processo – spiega l'avvocato difensore Antonio Savio –. Il contesto in cui è maturato il gesto ci spinge a dire che non c'era lo scopo del profitto, tipico dell'estorsione. Al massimo si può parlare di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, visto che quei soldi erano per restituire il denaro delle bollette pagate per l'abitazione». La vicenda della presunta estorsione si intreccia con la denuncia che era stata presentata dalla vittima, proprio pochi giorni fa, nei confronti dello stesso fidanzato, con cui ha un figlio. Il bambino, secondo quella denuncia, era andato in Tunisia insieme al padre e non aveva più fatto ritorno in Italia. Il padre lo avrebbe trattenuto con sé senza l'autorizzazione della compagna. L'inchiesta dei carabinieri per sottrazione di minore nei confronti dell'uomo è ancora aperta. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA