La Gabel taglia, paura a Rivanazzano
RIVANAZZANO TERME Tremano i sessanta lavoratori - tra i quali molte donne - dello stabilimento Gabel di Rivanazzano Terme (settore tessile), dopo l'annuncio da parte di pesanti tagli del gruppo di Rovellasca (Como), con dismissione di alcune delle cinque unità produttive. Il piano di ristrutturazione è stato presentato nel recente incontro a livello regionale con i sindacati, presenti anche le categorie provinciali. Da quello che si è potuto apprendere, l'azienda non sarebbe entrata nei dettagli, limitandosi a indicare la generica volontà di chiudere alcuni stabilimenti, affidando in conto terzi (cioè a ditte esterne) la produzione. Con l'organizzazione di gruppo, stamperia, tintoria e fissaggio vengono svolti nella sede centrale di Rovellasca, la tessitura per spugna a Buglio in Monte (Sondrio), tintoria e confezionamento a Rivanazzano, filatura, tessitura e candeggio a Gorizia, mentre le unità logistiche si trovano a Rovellasca e a Nova Milanese. Al momento, dunque, non si conosce quali siano le sedi interessate dal piano industriale di ristrutturazione e dai conseguenti tagli, ma il timore è che le chiusure possano riguardare quelle più decentrate, compresa Rivanazzano. La perdita di una realtà come Gabel sarebbe un contraccolpo molto pesante per la tenuta produttiva e occupazionale del territorio. Ma la trattativa è stata appena avviata e quindi sono ancora tutti da definire gli strumenti attraverso i quali affrontare un passaggio comunque doloroso. Il gruppo Gabel ha complessivamente seicento dipendenti e produce ogni anno milioni di metri lineari di tessuto e altrettanti di spugna da bagno. La sua rete commerciale ha punti vendita a Milano, Grugliasco, Poggibonsi, Montecatini; outlet della gamma di prodotti Gabel sono presenti a Mendrisio (Svizzera), Mondovì, Molfetta, Vicolungo (Novara). (r.lo.)