Tassa rifiuti, la stangata a fine anno
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Si discute ancora in giunta e maggioranza su calo dell'Imu e possibile aumento dell'aliquota massima dell'Irpef (giovedì sera ennesimo briefing sulla manovra di bilancio, stavolta probabilmente alla presenza anche della Lega che ha disertato l'ultima riunione). Ma la stangata vera per i contribuenti vogheresi arriverà a dicembre, con il saldo della Tares, la nuova imposta sui rifiuti, per il cui calcolo non viene più considerata soltanto la superficie degli immobili, ma anche la stima della quantità di immondizia prodotta, attraverso parametri basati anche sul numero dei componenti del nucleo familiare, nel caso delle abitazioni civili e del tipo di attività commerciale svolta, nel caso dei negozi. Amministrazione comunale e commissione bilancio hanno, infatti, stabilito che la Tares si pagherà in tre rate, le prime due in scadenza il 10 giugno e il 10 settembre come acconto dell'80% di quanto dovuto con la vecchia Tarsu, il saldo a fine anno con il 20% restante della Tarsu e il dovuto della Tares. Per l'assessore alle Finanze, Daniele Salerno, la legge istitutiva della nuova tassa «è sconcertante. Mi auguro che il prossimo governo e il Parlamento si rendano conto dell'abnormità del tributo e del caos che ha prodotto. Confido anche che venga abrogati la clausola dei 30 centesimi al metro pretesi dallo Stato che ha reso ancora più complessa l'applicazione. I tributi dovrebbero essere pagati in modo semplice e chiaro, non in quello pasticciato della Tares». Intanto, il Movimento 5 Stelle solleva il caso della raccolta differenziata. Il consigliere Antonio Marfi con un'interpellanza al sindaco Carlo Barbieri e al presidente dell'assemblea di palazzo Gounela, Nicola Affronti, sottolinea che Voghera è fanalino di coda in Lombardia per la percentuale di raccolta di plastica, vetro e così via, e cita il precedente del Comune di Recco, al centro di un procedimento della Procura della Corte dei conti di Genova per il mancato raggiungimento dei risultati previsti per legge. «La differenziata a Recco nel 2010 – avverte Marfi – ha toccato il 22,83, valore non lontano da quello di Voghera». Da qui l'invito a Comune e Asm di far partire al più presto la raccolta porta a porta, per evitare guai analoghi. «Il sistema – aggiunge l'esponente M5S – sarebbe dovuto partire nell'estate 2011 ma del progetto messo a punto nel marzo di quell'anno da Asm si è persa ogni traccia». A tale proposito, va detto che proprio venerdì la giunta Barbieri ha scritto all'azienda per sollecitare l'avvio del servizio a domicilio. «Il progetto c'è già ed è già stato approvato dal Comune – spiega Stefano Bina, direttore generale della ex municipalizzata – Ora si tratta di organizzare il tutto, non solo promuovendo una campagna informativa tra la cittadinanza, ma anche per quanto riguarda l'impiego del personale, tenendo conto del fatto che il Patto di stabilità non consente di fare assunzioni, oltre che . Diciamo che realisticamente la raccolta differenziata porta a porta potrebbe partire dal prossimo autunno, portando il totale al 40%». ©RIPRODUZIONE RISERVATA