Carbonara, la paura in via Montale «Temiamo un crollo»

di Anna Ghezzi wCARBONARA AL TICINO Prima era solo una porta metallica, la porta nella cantina in fondo al corridoio della parte sinistra della corte che ospita 11 famiglie, in via Montale. Un rumore metallico che aveva sorpreso alcuni residenti, che avevano subito dato la colpa ai cardini allentati, all'agio della porta sul telaio. Poi le porte delle cantine vicine hanno iniziato a fare lo stesso scherzo. E il rumore sordo, una sorta di ronzio progressivo e in crescendo, si è diffuso all'interno delle abitazioni. «E' iniziato tutto a settembre – spiega Isabella Novelli, una delle residenti della palazzina al civico 12 interessata dallo strano fenomeno –. Questi palazzi sono stati costruiti sei anni fa, ma non era mai capitata una cosa del genere». A settembre a vibrare era la porta della cantina di Luca Nardi: «Ci siamo spaventati – spiega Nardi – perché non smetteva. Abbiamo chiamato i vigili del fuoco, e hanno fatto un sopralluogo. Era strano, le porte sono tutte vicine ma ne vibrava una soltanto». Poi dopo qualche settimana un altro episodio: la vibrazione questa volta arrivava fino al secondo piano: «Sembrava di stare su un aereo – racconta ancora Novelli – e invece era il nostro bagno al secondo piano». La sensazione delle orecchie che si tappano, i vetri che si muovono e fanno da cassa di risonanza di una nota che non accenna a calare di intensità. «I vigili del fuoco ci hanno detto che non c'è nulla di anomalo – spiega Mauro Zacchetti - non ci sono crepe, non ci sono cedimenti. Non sono le pompe che servono per tirare fuori dai seminterrati l'acqua quando piove perché alcune volte, quando i vicini sentivano le vibrazioni, le pompe erano spente». Ora, da due settimane, è tornata la vibrazione: alle 4.30 di notte, sempre. E dal lato sinistro dello stabile il fenomeno si è progressivamente ampliato a tutte le case, arrivando persino alle palazzine verdi di fronte. I residenti sono preoccupati: mostrano dal balcone la vicinanza con la costa, una specie di strapiombo verde su cui si affacciano le case. «Il Comune ha verificato anche la presenza di trivelle – spiega un altro degli abitanti del complesso – ma non ne risultano. E noi abbiamo fatto delle ronde nel territorio qui vicino, dove ci sono capannoni e aziende, per capire se si trattava di qualcosa legato a una produzione, al lavoro di macchinari». Le vibrazioni, però, non seguono l'orario di lavoro. Sono irregolari, si presentano di notte, nei festivi, quando è tutto chiuso. Per una settimana di fila e poi basta per qualche mese, per qualche ora oppure solo per pochi minuti. E cresce la paura.