Landriano, otto mesi per l'assegno falso

LANDRIANO Quattro confezioni di profumo, del valore di 191 euro, pagate con la fotocopia di un assegno, per di più collegato a un conto estinto da anni. Ad accorgersene era stato il titolare della cartoleria di Landriano, dove era stato fatto l'acquisto. Marika Casati, una giovane di 25 anni che abita nel milanese, è stata condannata a 8 mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di 100 euro di multa. La giovane è finita a processo con le accuse di truffa e di falso e la vicenda risale a dicembre del 2011. In base a quanto ricostruito nel processo, la ragazza è entrata in cartoleria, nel centro del paese, e ha chiesto di poter vedere dei profumi. Il titolare le ha mostrato alcune confezioni e si è convinta a fare l'acquisto. Al momento di pagare, però, ha tirato fuori dalla borsa un assegno. Il cartolaio era scettico riguardo a quel metodo di pagamento, ma alla fine, dopo avere visto la patente di guida della donna e avere preso i dati, ha accettato. La giovane ha consegnato l'assegno, a sua firma, ed è uscita dal negozio. Solo qualche giorno dopo, quando l'assegno è stato posto all'incasso, il negoziante si è accorto della truffa. Il titolo, emesso dalla banca popolare di Novara, risultava infatti collegato a un conto intestato a un'altra persona ma chiuso a dicembre del 2007, quindi quattro anni prima dei fatti. Al negoziante, però, erano rimasti i dati della giovane, che aveva fatto l'acquisto e pagato proprio con quell'assegno, che era in realtà solo una fotocopia di un assegno ormai non più valido. (m. fio.)