Fiera di giugno, è già lite sugli spazi per le giostre

Sono circa 80 le giostre che ogni anno invadono l'area – dissestata – intorno al palazzo Esposizioni della Camera di commercio per la festa delle Sante Spine. Quest'anno dovrebbero arrivare il 18 maggio e restare fino al 9 giugno. Luminarie in lungo Ticino – pagate dai giostrai, che le hanno rinnovate giusto qualche anno fa – bancarelle, un luna park che si snoda dalla piscina scoperta ormai abbandonata fino al palazzo Esposizioni, e arriva sul retro fino a via Cesare Correnti. I giostrai, che sono andati a chiedere aiuto al Comune perché, in periodo di crisi, anticipare l'affitto e la cauzione ancora prima di posizionarsi e staccare biglietti è un problema, preferiscono aspettare l'incontro di lunedì prima di pronunciarsi. La polemica segue quella dell'anno scorso, quando i giostrai avevano minacciato di disertare la fiera perché la Camera di commercio, proprietaria dell'area feste di piazzale Europa aveva deciso di aumentare l'affitto da 13 a 23mila euro. di Anna Ghezzi wPAVIA L'anno scorso l'affitto per l'area di piazzale Europa era raddoppiato, mettendo a rischio la tradizionale Fiera per la festa delle Sacre Spine. Quest'anno la Camera di commercio, proprietaria dell'area di piazzale Europa destinata agli spettacoli viaggianti in attesa che il Comune si doti di una sua area apposita, ha deciso di chiedere tutto il pagamento in anticipo. I 10mila euro di deposito cauzionale e i 23mila euro di affitto. «Lunedì sarò coi giostrai all'incontro in Camera di commercio – afferma l'assessore alla mobilità Antonio Bobbio Pallavicini – per discutere di queste richieste, sempre al rialzo, della Camera di commercio. La fiera c'è da quarant'anni, i giostrai hanno sempre pagato anche se l'area non è tenuta al meglio. La Camera di commercio dovrebbe tenere conto del fatto che questo progressivo irrigidimento provoca danni al Comune». «L'anno scorso abbiamo avuto difficoltà a recuperare i soldi dell'affitto – replica il presidente Giacomo De Ghislanzoni – Chiediamo solo di rispettare l'accordo firmato nel 2012». I titolari degli spettacoli viaggianti dopo aver contestato il rincaro, ora hanno segnalato al Comune la difficoltà a pagare tutto in anticipo in tempo di crisi. Il canone nel giro di pochi anni, è passato da 7 a 23mila euro. Tra i titolari, circa 350 persone, una cinquantina hanno la residenza a Pavia e molti sono iscritti alla Camera di Commercio di via Mentana. Il Comune aveva ottenuto l'anno scorso che l'area di piazzale Europa fosse messa a disposizione sino all'approvazione del Pgt che avrebbe dovuto prevedere la realizzazione della famosa area per gli spettacoli viaggianti, non più al Carrefour, come ipotizzato nel precedente piano regolatore targato Albergati, ma vicino al poligono di tiro. Ma i rapporti tra le due istituzioni sul tema si sono fatti via via più tesi. «Chiediamo di versare l'importo cauzionale e l'affitto in anticipo perché l'anno scorso abbiamo faticato molto per recuperare i soldi – spiega il presidente della Camera di Commercio Giacomo De Ghislanzoni Cardoli – Secondo l'accordo doveva essere il Comune a raccoglierli dai giostrai. E sempre il Comune avrebbe dovuto ripulire l'area, cosa che non è avvenuta. Noi chiediamo solo che siano rispettati gli accordi». Resta il nodo dell'area per gli spettacoli viaggianti, attesa da anni: la convenzione tra Comune e Carrefour prevedeva un contributo di 500mila euro dal gruppo francese più altri 300mila per lo spostamento di un traliccio dell'alta tensione, nell'attuale Pgt l'area è prevista vicino al Poligono, ma il Comune non ha risorse per realizzarla e ipotizza l'intervento di un privato. La Camera di commercio, però, non ci sente e non darà altre proroghe: «Secondo un decreto del 1936 Pavia come capoluogo si deve dotare di tale area – chiude De ghislanzoni – Ci era stato detto di avere pazienza un paio d'anni, perché fosse terminato il Pgt. Noi abbiamo sottoscritto un accordo, facendo un sacrificio, ma è l'ultimo anno che ci presteremo ad affittare piazzale Europa: vogliamo disporre liberamente dell'area, stiamo studiando un progetto di recupero e valorizzazione». Per realizzare il piano camerale, però, sarà necessaria una variante urbanistica: su questo rischia di spostarsi il braccio di ferro tra i due enti.