Lewandowski e lo storico poker: «A volte ho fatto anche meglio»

ROMA Dalla Polonia con furore. Il Real Madrid porterà a lungo sulle maglie i quattro sfregi lasciati da Robert Lewandowski, il bomber di Varsavia che a nemmeno 25 anni ha raggiunto la consacrazione, con un'impresa mai riuscita a nessuno. Punta alla finale tutta tedesca con il Bayern per poi trasferirsi, dall'anno prossimo, nel club bavarese. A Dortmund si spera ancora di trattenere il nuovo astro, anche se la clausola rescissoria da 35 milioni non è un ostacolo. Il giocatore è cauto: «Sono felice per il poker, ma abbiano fatto solo il primo passo per la finale - ha detto -. L'altra sera mi sentivo bene, ero quasi al 100% di efficienza, ma altre volte ho giocato anche meglio, aiutando di più la squadra». Modesto, serio, gran lavoratore, dotato fisicamente (184 cm per 78 kg) e con una tecnica invidiabile, Lewandowski quest'anno ha già realizzato 35 reti tra campionato (23) e Champions (12). In Polonia è punto fermo della Nazionale dove ha esordito nel 2008. La sua stella cominciò a brillare nel 2010 nel Lech Poznan, e il Napoli nel 2008/2009 arrivò vicino a ingaggiarlo, come ricorda l'allora dg Pierpaolo Marino: «Si capiva che era speciale -, purtroppo la trattativa sfumò per la decisione del Lech di trattenerlo». Il Borussia, battendo anche la concorrenza del Genoa, lo prese nel 2010. Anche la Juventus provò ad avvicinarlo, l'anno scorso, ma senza successo. «Lewy mi ha strappato il titolo di bello di notte», ha scritto su twitter tra ironia e ammirazione l'ex bianconero Zibi Boniek. Il presidente della Federcalcio polacca è finora l'unico giocatore del suo Paese ad aver vinto una coppa dei Campioni, nell'85 con la Juventus.