Regione Basilicata, altri indagati
POTENZA Il giorno dopo il «terremoto» giudiziario che ha scosso la Basilicata, la politica lucana fa i conti con le «macerie» istituzionali (le dimissioni del governatore Vito De Filippo, che si aggiungono a quelle dei due assessori agli arresti domiciliari, e a un sostanziale scioglimento dell'assemblea regionale) e con lo «sciame sismico», che presto potrebbe portare a nuovi indagati - forse gli stessi presidenti della giunta e del consiglio - e a nuovi particolari sull'inchiesta procura della Repubblica di Potenza sui rimborsi illecitamente ottenuti dai consiglieri e dagli assessori. L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo, Laura Triassi, ha «decapitato» l'ente regionale: 16 i consiglieri indagati (ai domiciliari anche il capogruppo del Pdl) fino a questo momento, ma secondo quanto si apprende, a evitare il registro degli indagati sarebbero solo in cinque. Per tutti gli altri (e si parla degli eletti in due legislature) non mancano «anomalie» nelle fatture e nei rimborsi percepiti. Quindi, accanto ai 16 già presenti nell'ordinanza, potrebbero presto esserci altri coinvolti, compresi i presidenti della giunta e del consiglio, Vito De Filippo e Vincenzo Santochirico (Pd). Per questi ultimi, però, le anomalie potrebbero essere addirittura causate da errori nella compilazione delle fatture. Santochirico ha spiegato l'errore commesso («per un importo di 600 euro») e ha annunciato la restituzione della somma. Resta però il contenuto vero dei controlli sui 16 già indagati, che il giudice definisce «imbarazzante». Dall'inchiesta sono emersi anche viaggi, «spacciati» come missioni istituzionali, in realtà vacanze con la famiglia, e non sempre.