Stop ai buoni pasto dei dipendenti, malumori in tribunale

VOGHERA Lo spuntino di mezzogiorno se lo devono pagare di tasca propria. Parliamo dei trentotto dipendenti del tribunale di Voghera (tredici in servizio alla procura) che dal novembre scorso non ricevono più il buono pasto quotidiano ammontante a 7 euro (per ventidue giorni al mese). «E' accaduto che il ministero della Giustizia non ha provveduto al rinnovo della convenzione Consip per i buoni mensa in alcune regioni: Lombardia, Piemonte, Liguria, Campania, Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata e Lazio – spiega Fabio Catalano Puma, sindacalista Cgil – Proprio per questo, sono stati interpellati con una nota ufficiale il ministro Severino e il capo di gabinetto Filippo Grisolia». L'interessamento dei vertici ministeriali sembra aver sbloccato la situazione, nel senso che è stato espresso un impegno formale a versare entro giugno gli arretrati e a garantire comunque il servizio fino al prossimo novembre, quando entrerà in vigore una nuova convenzione. «Appare persino superfluo ricordare – sottolinea Catalano – l'importanza dell'erogazione dei buoni pasto in periodi di crisi come quello attuale, in quanto parte integrante del reddito dei lavoratori pubblici, fermo da tempo a causa delle norme ingiuste varate dagli ultimi governi». Sul fronte della chiusura del tribunale vogherese e del suo accorpamento a quello di Pavia, intanto, è in programma la prossima settimana un incontro tra la presidente Eleonora Fiengo e una delegazione dell'Ordine degli avvocati guidata dal presidente Roberto Zambianchi. (r.lo.)