Cortina, sindaco ai domiciliari per turbativa di un appalto

ROMA Il provvedimento restrittivo era nell'aria e ieri la guardia di Finanza di Belluno l'ha notificato al sindaco di Cortina d'Ampezzo Andrea Franceschi, posto agli arresti domiciliari, per turbativa della libertà del procedimento di scelta del contraente, violenza privata e abuso d'ufficio. Vicenda che vede indagati anche il vice sindaco e assessore all'Ambiente di Cortina Enrico Pompanin, l'assessore all'Urbanistica-Lavori Pubblici ed Edilizia Privata Stefano Verocai, una dipendente del Comune, Stefania Zangrando, e il titolare di un'azienda, Teodoro Sartori. Il sindaco di Cortina balza così alle cronache dopo essere stato protagonista, agli inizi dello scorso anno, di una sorta di battaglia, anche sul piano mediatico, contro l'Agenzia delle Entrate che aveva compiuto un blitz nel capoluogo ampezzano alle ricerca di "furbetti" del fisco. A far scattare le indagini un esposto presentato dall'ex responsabile dell'ufficio lavori pubblici che segnalava irregolarità in alcuni bandi comunali, in particolare quelli per l'appalto dei rifiuti ma anche per i lavori dell'eliporto di Fiames, e per l'assegnazione di case finite a persone vicine allo stesso sindaco. Franceschi è anche accusato di aver fatto pressioni sugli uomini della polizia locale, in particolare sul comandante, allo scopo di evitare l'installazione in città degli autovelox. Franceschi avrebbe minacciato lo stesso comandante di degradarlo a vigile urbano e per dissuaderlo dal collocare gli autovelox, gli aveva inviato due sms dal tono intimidatorio. Ma è soprattutto sull'appalto dei rifiuti che si è focalizzata l'attenzione dei finanzieri. Secondo l'ipotesi d'accusa, il sindaco cortinese in concorso con un assessore e con Sartori - poi aggiudicatario della gara - avrebbe turbato il procedimento amministrativo. Franceschi è accusato poi di violenza privata in concorso con un assessore. Dopo aver acquisito la notizia della pubblicazione del bando per l'appalto rifiuti di contenuto non coincidente con quello pre-ordinato, secondo l' accusa, «avrebbe fatto pressioni affinché la responsabile dell'ufficio Lavori pubblici del Comune revocasse il bando per sostituirlo con altro in linea con quanto preventivamente determinato».