A processo per gli atti osceni
LOCATE Atti osceni davanti a una bambina sul treno Milano – Pavia: per questa accusa un 50enne di Como, al momento senza fissa dimora, S.C., già noto alle forze dell'ordine per episodi simili, si è visto infliggere dal tribunale di Lodi una condanna a sei mesi di reclusione per «atti osceni in luogo pubblico», senza il beneficio della sospensione condizionale della pena. L'episodio di cui è stato chiamato a rispondere, sarebbe avvenuto il 14 febbraio del 2009 all'altezza di Locate Triulzi. L'uomo sconosciuto era stato visto salire sul convoglio, partito verso le 8 del mattino e diretto a Pavia e quindi a Milano Centrale. Era in un vagone semivuoto nel quale si trovavano solo altre due persone: una donna di origine sudamericana e la sua bambina di sette anni. Secondo quanto testimoniato dalla donna, che lavora come domestica, non appena lei si sarebbe addormentata quell'uomo si sarebbe spostato a sedere di fronte a lei e alla bambina e, dopo essersi slacciato i pantaloni, avrebbe cominciato a mostrare le parti intime alla bambina. Che a quel punto aveva spinto la madre per costringerla a svegliarsi, e, aperti gli occhi, anche la donna avrebbe assistito alla scena. Alla fermata di Locate l'uomo era sceso dal treno, ma immediatamente la sudamericana aveva allertato il controllore. La Polizia ferroviaria aveva poi mostrato alle due donne un elenco di foto di sospettati e il 50enne comasco era stato riconosciuto. Il verdetto di primo grado ha confermato le accuse. Chiara Riffeser