Mafia e appalti truccati confermate le condanne

di Maria Fiore wPAVIA La presenza della 'ndrangheta in Lombardia è confermata anche dalla Corte di Appello di Milano. I giudici, dopo 9 ore di camera di consiglio, hanno ribadito nell'aula bunker di via Uccelli di Nemi a Milano le condanne inflitte in primo grado per i 110 imputati del maxi processo Infinito. Tra questi, anche quattro pavesi, non tutti, però, accusati di associazione mafiosa. Contestazione che riguardava solo Franco Bertucca, l'imprenditore edile di Cura Carpignano condannato in primo grado, dal giudice Roberto Arnaldi, a 6 anni di carcere. I giudici di Milano gli hanno concesso le attenuanti generiche e ridotto la pena a 4 anni e 8 mesi. Ridotta anche la confisca a 50mila euro di beni, invece dei 290mila previsti dalla prima sentenza. Un altro filone di accusa, senza l'aggravante mafiosa, riguardava invece l'ex sindaco di Borgarello Giovanni Valdes (condanna confermata a un anno e 4 mesi), il bancario di Binasco, domiciliato a Vernate, Alfredo Introini e l'imprenditore di Tortona Salvatore Paolillo (un anno per entrambi), accusati di avere truccato la gara per l'aggiudicazione di un terreno in via Di Vittorio a Borgarello. «Faremo ricorso in Cassazione», dicono gli avvocati di Valdes (Mario Brusa), Introini (Davide Steccanella e Massimo Zucca) e Paolillo (avvocato Francesco Sbisa). «Siamo a metà strada – dice invece il legale di Bertucca, Orietta Stella –. La Cassazione ci aiuterà a percorrere l'altra metà verso una ridiscussione dell'accusa. Il riconoscimento delle generiche, comunque, significa che la difesa aveva ragione». Pene ridotte anche per Cosimo Barranca, presunto capo della locale di Milano (da 14 a 12 anni di carcere), Alessandro Manno (da 16 a 15 anni e tre mesi), Vincenzo Mandalari, capo della locale di Bollate (da 14 anni a 12 anni e 8 mesi), e per Pasquale Zappia (da 12 anni a 9 anni).