Israele contro Assad: usato il Sarin

TEL AVIV Un'ennesima accusa al regime di Bashar al-Assad di ricorrere ad «armi chimiche mortali» contro i ribelli in Siria è stata rivolta dal generale Itai Brun, responsabile della divisione Ricerca e Analisi dei servizi segreti militari israeliani. «Una delle caratteristiche del periodo più recente», ha dichiarato Brun intervenendo a una conferenza sulla sicurezza in corso a Tel Aviv, «è l'uso crescente da parte del regime siriano di missili terra-terra, razzi e armi chimiche. Quali armi chimiche? Probabilmente, sarin», ha precisato, citando uno dei gas nervini più potenti e pericolosi. Si tratta dell'affermazione più netta e perentoria in tal senso venuta da Israele fin dallo scoppio del conflitto nel Paese confinante, oltre due anni fa. «Per quanto ci è consentito capire in base alla nostra professionalità», ha proseguito il generale, «il regime di Assad ha utilizzato armi chimiche con effetti letali in numerose occasioni durante gli ultimi mesi, compreso il ben noto episodio del 19 marzo», ha sottolineato, alludendo al supposto lancio in tale data di un missile a testata chimica su Khan al-Assal, sobborgo rurale situato 11 chilometri a sud-ovest di Aleppo: un attacco costato la vita ad almeno 26 persone, e la responsabilità del quale da allora insorti e lealisti hanno continuato a imputarsi a vicenda. A detta di Brun, le prove di quanto da lui asserito sarebbero fornite dai sintomi fisici accusati dalle vittime: «Le pupille ristrette, la bava dalla bocca e altri elementi aggiuntivi dimostrano che sono state impiegate armi chimiche mortali», ha ripetuto.