Armi e mezzi inadeguati Così non bastò il valore
PAVIA La campagna d'Africa del nostro esercito comincia male e finisce peggio. Pronti, via e muore Italo Balbo, quadrunviro della marcia su Roma e governatore della Libia, abbattuto per errore (?) dalla contraerea dell'incrociatore San Giorgio nella baia di Tobruk. Gli subentra il maresciallo Graziani,che dirige le operazioni militari standosene rintanato in una tomba romana a Cirene a centinaia di km dal fronte. Il duce vorrebbe la conquista di Alessandria d'Egitto e lo sprona all'offensiva, ma deve accontentarsi di Marsa Matruh, poco oltre il confine. Gli inglesi, invece, fanno sul serio e quando si decidono ad avanzare travolgono le linee italiane, catturando centomila prigionieri. La ritirata è disastrosa, l'intera Libia sembra persa, così come gli ultimi rimasugli dell'impero coloniale, dopo la resa del duca d'Aosta all'Amba Alagi e la perdita dell'Abissinia, quando in nostro aiuto accorrono i tedeschi. Inizia l'epopea di Rommel, che gioca a rimpiattino con l'Ottava armata britannica, turba i sonni di Churchill ma viene irrimediabilmente sconfitto a El Alamein, che segna l'apogeo ma pure il riflusso dell'avventura delle forze dell'Asse nel deserto. Una pagina che si chiude definitivamente in Tunisia nel maggio del 1943. La sconfitta militare diventa inevitabile dopo l'ingresso nel conflitto degli Stati Uniti (dicembre 1941), con la loro potenza industriale. Fino a quel momento, i tedeschi, che hanno armi pari se non superiori a quelle inglesi, centellinano le risorse, prosciugate dalla tremenda lotta contro la Russia. Noi abbiamo il valore individuale, virtù che sarà esaltata dall'eroismo di interi reparti, come la divisione corazzata Ariete (il cui reggimento di punta è agli ordini del varzese Maretti) o la Folgore, ma mezzi non all'altezza, nè per qualità tecnologica, nè per numero. Carri armati troppo leggeri, con corazzatura insufficiente e cannoni di calibro ridotto; aerei più lenti e meno protetti di quelli nemici; comandanti superiori inetti e impreparati. (r.lo.)