Casteggio Lieviti, si tratta per ridurre gli esuberi

di Roberto Lodigiani wCASTEGGIO Parte la trattativa sugli esuberi alla Casteggio Lieviti, con i consistenti tagli occupazionali (circa un quarto della forza lavoro dello stabilimento di via Milano) previsti dal Piano industriale di ristrutturazione e rilancio presentato dai vertici aziendali a sindacati e rsu. Ieri pomeriggio a palazzo Dattili, quartier generale vogherese dell'Unione industriali, il primo incontro servito ad avviare ufficialmente la procedura di mobilità per 42 dipendenti (tre in meno degli iniziali 45) ma anche per mettere in campo le diverse posizioni. Le organizzazioni di categoria chiedono un ricorso forte agli ammortizzatori sociali per ridurre il numero degli esuberi e l'impatto sociale sui lavoratori di Casteggio Lieviti: è stata ipotizzata la cassa integrazione straordinaria, ma anche la possibilità di un monitoraggio interno per valutare le figure più vicine alla pensione e disponibili alle dimissioni volontarie. L'azienda, rappresentata dall'ad Marco Devenuto e dal nuovo management da marzo a Casteggio per affrontare la sfida del rilancio, si è riservata le valutazioni, il confronto riprenderà il 3 maggio sempre a Voghera. Da parte dei sindacati (presenti con Paolo Righini, Cisl, Cinzia Saviotti, Cgil e Bolognesi della Uil), è stata riconosciuta l'importanza dello stabilimento, polmone occupazionale e produttivo vitale per il territorio, così come di un piano industriale che punta a preservarlo e a mantenere competitiva la sua produzioone sul mercato interno e internazionale. L'azienda, dal canto suo, ha concordato sull'obiettivo di minimizzare l'impatto sociale e nel contempo di garantire la competitività di Casteggio Lieviti. «Abbiamo appena avviato il tavolo di lavoro – ha sottolineato a caldo l'ad Devenuto – e auspichiamo ci siano quei presupposti di responsabilità necessari per trovare una soluzione condivisa e accompagnare con le soluzioni più appropriate, le persone coinvolte nella riorganizzazione». (ha collab. Simone Delù)