Addio a Gnocchi, avvocato degli sfrattati e partigiano

PAVIA Un addio laico per Guido Gnocchi, uomo libero e generoso «nel conoscere, nel saper ascoltare, nell'attenzione agli ultimi»: c'era l'ex ministro Virginio Rognoni, che ha elogiato le figlie Bruna e Didi, «vero capolavoro di Guido», e ricordato la sua classe: «C'erano lui, Monti, Ferrario, Cipolla, figli di un ceto professionale che ha dato lustro a Pavia». Alla cerimonia c'era l'assessore al bilancio della provincia Franco Osculati, l'ex sindaco Albergati, militanti del Pci e sindacalisti. «Ciao papà – ha esordito la figlia Didi – Tu non volevi lasciare mamma da sola, lei che per tutta la vita ti ha permesso di essere un uomo libero. Amavi Pavia e non riuscivi a staccartene, ma mi hai convinta a spiccare il volo». Un uomo impegnato sempre, capace di dire alle figlie Bruna e Didi quelle cose «che fanno far un salto in avanti». Protagonista con Edoardo Monti e altri partigiani del rapimento del rettore fascista dell'università Carlo Vercesi, avvocato di studenti, sfrattati, lavoratori, con i Giovani Comunisti a volantinare davanti alle fabbriche, pieno di passioni. Dal pulpito è arrivato anche il saluto del nipote Bruno e il ricordo forte di Aurelio Monti, figlio dell'amico di una vita e giovane collega dell'avvocato.