«Pago io i pasti a quella bambina»

VIGEVANO «Vorrei essere messa in contatto con la famiglia in questione se possibile, perchè sono disposta a pagare per la bimba i buoni pasto di questi ultimi mesi di scuola. Sono una semplice studentessa universitaria e niente di più, quindi dividerò la mia "paghetta" da fuori-sede con la bimba, tutto qui ». A scrivere questa mail alla Provincia Pavese è una studentessa di Giurisprudenza che, originaria di un'altra città, vive a Pavia dove frequenta l'università, con l'obiettivo di diventare magistrato. Il caso cui fa riferimento è emerso venerdì sera a un convegno all'auditorium San Dionigi. La bimba, che frequenta la seconda elementare a Vigevano, ha smesso di mangiare: è primogenita di tre figli, in una famiglia che non riesce a pagarle la mensa scolastica. La bambina quindi porta il panino a scuola tutti i giorni, ma dopo mesi con questo tipo di alimentazione, non mangia più e ora è sottopeso. «Ho letto l'articolo – dice la studentessa – e mi sembra scontato dare una mano: è una bambina di seconda elementare, ha problemi con il cibo, mi sembra incredibile che questa situazione non sia già stata risolta a Vigevano che non è una città del Terzo Mondo». I suo genitori, spiega la studentessa, le danno circa 250-300 euro al mese per vivere a Pavia, pagare le utenze della casa e mangiare: «Dò volentieri a questa famiglia parte della mia "paghetta" per consentire alla bambina di mangiare in mensa fino alla fine dell'anno scolastico – spiega la studentessa –. Non si può lasciare questa situazione senza soluzione». (d.a.)