Casteggio Lieviti in crisi, 45 esuberi
«Ho discusso personalmente con i vertici aziendali, da sempre in ottimi rapporti con il Comune, del ricorso alla mobilità, l'intenzione condivisa è quella di trovare una soluzione di minor impatto sull'occupazione – spiega il sindaco Lorenzo Callegari (nella foto) – In pratica si tratterebbe di accompagnare alla pensione, anche ricorrendo agli ammortizzatori sociali, alcuni operai ed impiegati vicini all'ottenimento dei requisiti; oppure si potrebbe pensare alla ricollocazione di queste persone in altri ambiti lavorativi. La revisione dell'organico prospettata si è resa necessaria soprattutto per far fronte ad un periodo di crisi generale e permetterà comunque di mantenere qui un impianto produttivo dove lavorano molti casteggiani e non solo. Casteggio Lieviti è infatti intenzionata ad investire tredici milioni di euro in due anni per potenziare gli impianti, e questo impegno è una conferma di come si voglia puntare ancora su di esso». di Roberto Lodigiani wCASTEGGIO Quarantacinque esuberi alla Casteggio Lieviti. L'azienda di via Milano, che dal 2008 fa capo ad Ab Mauri Group, multinazionale inglese del settore alimentare con sede centrale a Londra, ha comunicato ai circa 170 dipendenti l'avvio del piano industriale di ristrutturazione, e aperto la procedura di mobilità. Martedì pomeriggio a Palazzo Dattili, quartier generale vogherese dell'Unione industriali, è in programma il primo incontro con la rsu e le organizzazioni sindacali di categoria (rappresentate da Paolo Righini, Cisl, Cinzia Saviotti, Cgil e Bolognesi, Uil). Le reazioni a caldo sono improntate alla prudenza, in attesa di conoscere nei dettagli le strategie aziendali. Si auspica, comunque, una soluzione che riduca il più possibile l'impatto sui livelli occupazionali di una realtà produttiva che ha un ruolo-chiave per il territorio. Un obiettivo condiviso dalla stessa Casteggio Lieviti che in una nota diffusa ieri, pone l'accento sulla volontà di «minimizzare l'impatto sociale e di salvaguardare la competitività aziendale a favore dei 130 lavoratori che rimarranno in forza». Ab Mauri ribadisce di credere nel valore dello stabilimento casteggiano, che ha «continuato a sostenere», malgrado i passivi di bilancio degli ultimi anni. Il piano industriale, reso necessario dalla «difficile congiuntura economica» e dai «notevoli cambiamenti del mercato di riferimento», prevede «un piano di sviluppo commerciale, importanti investimenti in tecnologia e innovazione, una strategia di riduzione dei costi su gran parte delle voci di spesa e una ristrutturazione organizzativa interna che ha identificato 45 esuberi». Anche il nuovo amministratore delegato Marco Devenuto indica nella riorganizzazione aziendale il «primo passo» per il rilancio di Casteggio Lieviti. L'obiettivo, fortemente condiviso dal management italiano e internazionale, è quello di «riportare l'impianto casteggiano a competere in un mercato sempre più globale e ad essere una risorsa importante per il suo territorio. Purtroppo – aggiunge l'ad – per raggiungere questo risultato, è necessario rivedere anche l'organizzazione interna, cosa che porterà, tra gli altri provvedimenti, a una riduzione della forza lavoro. Quest'ultima misura, per quanto dolorosa, è indispensabile per salvaguardare la competitività di Casteggio Lieviti e garantire la stabilità dell'azienda e dei suoi posti di lavoro. Casteggio Lieviti, con l'aiuto delle organizzazioni sindacali, farà tutto quanto è nella sua disponibilità per supportare con le soluzioni più appropriate le persone coinvolte nella riorganizzazione». Devenuto, già in Gemini Consulting e nella multinazionale Sca, guida il nuovo management a cui è stato affidato il rilancio dello stabilimento. (ha collab. Simone Delù) ©RIPRODUZIONE RISERVATA