Assemblea della Cri tra buchi di bilancio e timori per il futuro

In tutta la provincia di Pavia sono oltre duemila i volontari che dedicano il loro tempo libero al servizio in Croce Rossa. Accanto a loro ci sono circa 120 dipendenti che lavorano per l'associazione, che dal 1980 è organizzata come un ente privato di interesse pubblico. Ma tutto sta per cambiare: dal primo gennaio 2014, infatti (a meno di probabili proroghe) la Croce Rossa diventerà a tutti gli effetti un soggetto di diritto privato. Attualmente la struttura organizzativa della Cri è formata da un Comitato centrale con sede a Roma, dai Comitati regionali e da quelli provinciali e locali. In provincia di Pavia ci sono nove Comitati locali, da Voghera a Vigevano passando per Casteggio e Casorate Primo. di Gabriele Conta wPAVIA Vive un momento delicato la Croce Rossa, alle prese con una riforma che dal primo gennaio dell'anno prossimo la trasformerà in un ente privato. Ma le critiche si fanno sentire già ora, tra bilanci che non tornano e malumori interni anche in provincia di Pavia. L'altra sera alla sala dell'Annunciata delegati e volontari si sono riuniti per la prima assemblea provinciale dall'avvio della riforma. Ed è stata l'occasione per fare il punto su una situazione tutt'altro che facile, dove i Comitati locali sono costretti fare i conti con dubbi normativi e problemi economici. «L'andamento dell'associazione rispecchia quello del paese», ha detto dal palco dell'Annunciata Alberto Piacentini, da poco riconfermato al vertice del Comitato provinciale della Cri. «In questo periodo di forte crisi economica quasi nessuna azienda riesce a fare utili, e anche la Cri è in difficioltà – ha spiegato Piacentini –. In provincia di Pavia abbiamo una situazione tutto sommato solida dal punto di vista economico, soprattutto se confrontata con quella di altre provincie». Nel bilancio del 2012, però, le uscite hanno superato le entrate. «Complessivamente, aggreando i numeri di tutti i Comitati, abbiamo speso circa 8 milioni e 745mila euro, e ne abbiamo incassati 7 milioni e 559mila – continua la massima autorità della Cri in provincia di Pavia –. Avevamo "in banca" 2,7 milioni di euro, ma comunque questi numeri confermano che il trend non è più come nel passato». In questo quadro tutto sommato positivo si inseriscono però delle situazione più complicate. Come quella del Comitato locale di Gambolò. «Qui a settembre abbiamo dovuto lasciare a casa cinque dipendenti, perché le entrate non coprivano più i costi – spiega ancora Piacentini –. Poi ci siamo rimboccati le maniche e siamo riusciti a riassumerne due part time». Al Comitato di Pavia invece qualche grattacapo potrebbe venire dalla situazione economica. «Qui c'è un disavanzo di 378mila euro – dice ancora il commissario provinciale – dovuto per metà ad accantonamenti e rimborsi e per l'altra metà a debiti». E quando la Croce Rossa diventerà un ente privato, i soci dovranno rispondere di eventuali buchi di bilancio davanti al codice civile e ai giudici della Corte dei conti. Anche questo, oltre all'incertezza normativa, preoccupa i volontari e i dipendenti dell'associazione. «Ma sui dipendenti tutto questo non dovrebbe influire – sostiene Piacentini –. Al momento il problema più delicato è il debito della Croce Rossa Italiana, perché c'è il rischio che si attinga dai soldi dei Comitati». L'altro problema, invece, è l'autonomia locale. «Viviamo un periodo di stanchezza – dice ancora il commissario – e si è visto anche nell'assemblea». @GabrieleConta ©RIPRODUZIONE RISERVATA