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di Donatella Zorzetto wCAMPOSPINOSO «Bloccati dalla maggioranza». I consiglieri della lista civica "Futuro chiaro e forte" di Campospinoso, si sentono "ostaggi" tagliati fuori dalla vita politica amministrativa. La denuncia viene da Mario Araldi, sia capogruppo di minoranza sia a Campospinoso che consigliere all'interno dell'Unione Campospinoso Albaredo. «In questi anni abbiamo cercato di smuovere l'amministrazione con tutti i pochi mezzi a nostra disposizione: interrogazioni e richieste – spiega Araldi –. Ma, malgrado in passato nei consigli del Comune o dell'Unione, in quanto distinti per servizi, qualche risposta si ottenesse, senza però essere seguita dai fatti, ora tutto si è fermato, o meglio è stato bloccato dall'attuale maggioranza». «Il sindaco Paolo Fasani in questi anni, si è limitato a rispondere in modo pressapochista alle nostre interrogazione – prosegue Araldi –. Malgrado questo atteggiamento verso il nostro operato, abbiamo continuato a chiedere risposte su problematiche di vario genere, ma oramai da diversi mesi, è calato il silenzio su tutto. L'estate scorsa, ad esempio, abbiamo chiesto che venissero installate delle fontanelle nei giardini pubblici per far fronte alle richieste dei genitori, ma anche in questo caso non si è ritenuto importante farlo e nemmeno risponderci in consiglio». Il consigliere di minoranza inoltre lamenta: «Gli unici consigli che vengono indetti, si tengono circa ogni due mesi. Ci viene chiesto di votare i verbali precedenti e qualche punto di poca importanza in modo che non ci sia nessun dibattito tra di noi. Tutte le numerose nostre richieste rimangono ferme per mesi in attesa di una risposta che non arriva. Riteniamo che questo atteggiamento sia una mancanza di rispetto nei nostri confronti». Non è dello stesso avviso il sindaco Paolo Fasani. Che sottolinea: «In democrazia decide la maggioranza. E poi è la legge che stabilisce le materie da portare nei consigli comunali. Il rapporto di forza tra la nostra Lista civica e la minoranza è di nove a quattro. Ma con la legge di riforma si ridurrà a 5 a 2. Nei Comuni fino a 3mila abitanti il rapporto diventerà quello. E noi di abitanti ne abbiamo mille». «Ognuno di noi deve fare il suo mestiere – conclude Fasani –. I cittadini hanno scelto: alla maggioranza hanno assegnato circa il 70% dei voti. Chi ha vinto, cioè noi, sta portando avanti il programma, che è quasi completato. Nel settore Opere pubbliche siamo a buon punto: nel 2014 si tireranno le somme. In democrazia funziona così, e non si può assumere un ruolo che non sia di competenza propria». ©RIPRODUZIONE RISERVATA