Società fallita, testimoni anche Pfister e Duprè
Aperitivo letterario organizzato dall'Associazione "La Corte di Leonardo" al bar Bixtro di corso Novara 67. Domani alle 18 Filiberto Mayda presenterà l'ebook, pubblicato con la casa editrice pavese Blonk, "Cucinare le notizie: la cronaca ai tempi di Internet". Cronista con esperienza ventennale, in forza alla Provincia Pavese, Mayda ha pubblicato un vademecum per giornalisti (e non solo). Introdurrà la serata il giovane cronista vigevanese Luca Rinaldi, che ha all'attivo due e-book e una già nutrita esperienza a Radio 24 e al giornale on line www.linkiesta.it. VIGEVANO Andrea Pfister e Jean Pierre Dupré tornano sulla scena vigevanese. Pfister, 72 anni nato a Pesaro, famoso stilista di calzature, fino a pochi anni fa viveva con il compagno Dupré qui a Vigevano, in viale dei Mille, per poi trasferirsi, entrambi, in Francia. Durante la loro permanenza in città avevano dato vita alla società "Creazioni Vigevanesi srl", società che è ora diventata protagonista di un processo per bancarotta, frode fiscale e falso per un importo di diverse centinaia di migliaia di euro. L'imputato è Gianluigi Rossi, commercialista comasco di 47 anni, amministratore e liquidatore di quella società che aveva sede a Vigevano in via Madonna Sette Dolori. Pfister e Dupré sono citati tra i testimoni, in quanto «originari proprietari– spiega l'avvocato Andrea Righi - della "Creazioni Vigevanesi srl". Pfister e Dupré avevano conferito mandato fiduciario alla Fidirex società svizzera, di diritto svizzero, erano quindi le persone dietro le quinte. Io difendo Alessandro Guzzoni, residente a Lugano, legale rappresentante Fidirex, costituitasi parte civile. Rossi, tra i vari capi d'imputazione, è accusato anche di aver formato una falsa scrittura privata qualificata come "delega alla partecipazione assembleare" apparentemente sottoscritta dal mio assistito». Fondamentale quindi la testimonianza dei primi proprietari della società, Pfister e Dupré appunto, e considerato il fatto che fino ad oggi i due artisti non si sono presentati in Tribunale inviando solo un certificato medico, il giudice Stefano Scati, presidente del collegio giudicante, ha rinviato l'udienza al 23 maggio nella quale verrà pronunciata l'ordinanza di rogatoria internazionale e relativo conferimento alla Procura francese del procedimento. «È necessario sentire questi due testi – conclude Righi - siamo curiosi di sapere se erano o meno a conoscenza delle operazioni condotte da Rossi, o se sono state eseguite di sua iniziativa. La questione è molto complicata, ci sono di mezzo numerosi fallimenti e concordati». La società è difesa dall'avvocato Giampiero Berti, di Sannazzaro de Burgondi, mentre Gianluigi Rossi è difeso dagli avvocati Piero Magri ed Elisa Pigozzi. Secondo il capo d'imputazione, Rossi, ha continuato a gestire dei fatto la società anche dopo la formale sostituzione dalla carica di liquidatore e sino a quella del fallimento, distraendo diverse centinaia di migliaia di euro mediante prelievi in contanti dal conto corrente intestato alla società e pagando fatture per cause estranee all'oggetto sociale. Tra queste una fattura di 30mila euro emessa dalla società Grand Prix srl di cui Rossi era amministratore.