Un terminal che riceve due treni al giorno

MORTARA Nato con l'idea di alleggerire la Lombardia dal trasporto su gomma e con l'obiettivo di potenziare l'occupazione in provincia di Pavia, il Polo logistico di Mortara sta muovendo i suoi primi passi concreti dopo oltre un decennio di gestazione. «In due anni di lavoro abbiamo raggiunto risultati insperabili», dice Andrea Astolfiche guida il consiglio di amminsitrazione della società. «Oggi abbiamo 15 coppie di treni che arrivano a Mortara – aggiunge Astolfi – il che significa che siamo sostanzialmente al punto di equilibrio per quanto riguarda gli investimenti fatti per il terminal». Tutto ciò tenendo però presente che la proprietà della logistica non rientra nel conto». Lee due società sono separate: ,a proprietà fa capo alla Fondazione Banca del Monte che ha nei fatti il 99% ed ha investito circa 50 milioni di euro. In pratica sono i soldi dei correntisti pavesi, visto che sono la quota di ricavi della banca che per statuto vengono reinvestiti sul territorio in opere di pubblica utilità. Per il momento tutto ciò ha portato alla realizzazione del terminal dei treni che arrivano da Olanda, Belgio e Germania e fino ad ora ha dato al terminal un fatturato di un milione 700mila euro di fatturato. «Il nostro obiettivo – dice ancora Astolfi – sono 8 treni al giorno, ora siamo solo a due. Abbiamo fatto una politica di piccoli passi puntando su una grande flessibilità». Per il momento il Polo ha solo 8 dipendenti con contratto a tempo determinato da circa 1200 euro al mese. A questi lavoratori si aggiungono gli addetti alle gru, alla guardiania, al lavaggio delle cisterne. Questi ultimi sono poco più di una ventina e sono tutti di ditte esterne. Il boom del lavoro per il Polo dovrebbe arrivare a settembre quando sarà pronto il primo capannone della logistica. Lo stanno ultimando e alla fine avrà alberi dipinti, una cascata di rose e rampicanti che dai tetti centrali degli uffici ricoprirà parte della struttura. I nuovi magazzini verranno dati in affitto o venduti a società esterne. «Consegneremo i locali a rustico così ognuno potrà personalizzare come crede gli spazi», precisa Astolfi Certo non sarà facile in tempi di crisi trovare aziende interessate: «E' pur vero che siamo nel momento più difficile – dice Astolfi – ma sono convinto che ce la si può fare: otre al terminal ferroviario, abbiamo come un valore aggiunto tecnologie all'avanguardia. Purtroppo si è iniziati ad abbozzare questo progetto 15 anni fa, la crisi ci è piombata addosso ». (l.l)