«Nuovo processo per Stasi»

Dal processo di primo grado all'appello erano passati due anni (17 dicembre 2009, 6 dicembre 2011). Dalla sentenza di ieri in Cassazione al nuovo processo, i tempi potrebbero essere più brevi: appello bis a Milano in autunno, o comunque entro fine anno. Ma prima di fissare la data devono essere depositate le motivazioni della Cassazione, Sono attese entro un paio di mesi, anche se non esistono in questo caso tempi di legge. Tecnicamente, anche per una nuova sentenza di assoluzione potrebbe essere fatto un ulteriore ricorso in Cassazione. di Anna Mangiarotti wGARLASCO Anche Garlasco, dopo Perugia. Assoluzione cancellata per Alberto Stasi e nuovo processo sul delitto di Chiara Poggi, come per Meredith. Ieri a Roma, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che scagionava il fidanzato della vittima, oggi 29enne, ordinando di rifare il giudizio davanti a un'altra sezione della Corte d'assise d'appello di Milano. Un caso che farà scuola, perché l'annullamento arriva dopo una "doppia conforme": due assoluzioni con motivazioni identiche (primo grado, in tribunale a Vigevano e appello a Milano), sempre per insufficiente formazione della prova. Diversamente da Perugia, dove Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati prima condannati e poi assolti: poche settimane fa, li ha rimandati a processo la stessa sezione di Cassazione che ordina di rifare il processo contro Stasi. Una decisione clamorosa, che segna la "vittoria" di accusa e parte civile (i Poggi, convinti della colpevolezza di Alberto), ma forse solo apparentemente inaspettata. L'udienza in Cassazione era stata fissata il 5 aprile scorso. Dopo la relazione introduttiva, è arrivato il rinvio al 17 aprile per gli interventi delle parti, con una seduta dedicata a Garlasco. In serata la camera di consiglio, e la sentenza resa nota ieri alle 10. Tempi dilatati, letti come indice di un'attenzione che poteva preludere alla riapertura del processo. Oltre ai motivi di ricorso delle parti, sulla scelta ha pesato la requisitoria del procuratore generale Roberto Aniello. Il Pg ha toccato questioni sostanzialmente di merito, anche se la Cassazione deve decidere solo in base ai vizi di forma di un processo. Parlando fra l'altro di una telefonata di Alberto sul fisso dei Poggi, dopo l'aggressione, con una risposta muta innescata in realtà dall'allarme. Questo potrebbe aver indotto Stasi a immaginare una risposta della 26enne Chiara che si era ripresa. Allora è andato a controllare, inscenando la messinscena del ritrovamento del corpo che l'accusa gli contesta. Per il delitto Poggi, commesso il 13 agosto 2007, secondo il Pg l'assoluzione in appello è stata viziata da «evidenti illogicità», «lacune e incongruenze» e una «sopravvalutazione della prova scientifica». Assolvendo Stasi, non è stato considerato che Chiara sicuramente conosceva il killer: gli ha aperto la porta di casa in pigiama alle 9 del mattino. E da come si è mosso, 'assassino conosceva bene villa Poggi. Poi, nulla è emerso su altri che potessero avere un motivo per uccidere Chiara. E ancora, secondo il Pg : sopravvalutate le prove scientifiche che scagionavano Stasi, ora della morte individuata con larghissima approssimazione, non considerato adeguatamente il Dna della vittima trovato su un pedale della bici di Stasi. Insomma: la Cassazione non ha scritto la parola fine sul delitto di Garlasco, da inserire salvo colpi di scena fra i casi irrisolti, ma ha rimesso le carte in tavola a quasi sei anni dal fatto. Le motivazioni della sentenza di ieri (attese entro due mesi) chiariranno nei dettagli la decisione dei giudici di Cassazione. E stabiliranno anche le modalità (fra l'altro, per dei nuovi accertamenti) del nuovo processo davanti alla seconda sezione della Corte di Assise d'Appello di Milano, che potrebbe anche iniziare in autunno.