Recessione, crollano aspettative delle famiglie italiane
ROMA Finora non era mai venuta meno quell'incrollabile sentimento di "fiducia", quell'ottimismo che fa pensare agli italiani «prima o poi le cose miglioreranno», era rimasto tutto sommato intaccato. Ebbene, non è più così. L'ultima indagine condotta da Confcommercio e Censis aggiunge al carico già pesante del calo di consumi e redditi, all'erosione dei risparmi e all'aumento del disagio economico, anche un tracollo della "fiducia delle famiglie e delle imprese". E il presidente Sangalli avverte: «Siamo al collasso, serve un governo». Ora c'è pessimismo e paura per il futuro. Perché, come conferma lo studio, il mercato del lavoro è fermo, il 25% teme di perdere l'impiego e il 27% pensa che potrebbe subire una riduzione dello stipendio; 13 milioni di famiglie avrebbero difficoltà ad affrontare spese impreviste; il 28% non riesce a rispettare le scadenze delle bollette. Per Sangalli, il governo deve «cestinare l'aumento dell'Iva previsto per luglio e procedere all'immediata progressiva riduzione delle tasse per le famiglie e per il lavoro», dando così una spinta ai consumi interni che valgono l'80% del Pil. «Il rischio - conclude - è che nel 2013 chiudano 250mila imprese del terziario e dell'artigianato. Chiediamo a tutti di condividere l'appello di Rete Imprese Italia: vogliamo un governo che consenta alle imprese di ritornare ad essere protagoniste dell'economia e dell'occupazione». (a.d'a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA