L'Inail indennizza i musicisti

TORINO Una vita passata a suonare, magari con il corpo in posizione innaturale e le dita costrette a compiere terribili ginnastiche: finora era poco più di una leggenda quella che voleva grandi artisti come Chopin, Schumann e Paganini martoriati da atroci malattie provocate dal loro stesso virtuosismo. Ma oggi l'Inail riconosce i dolori che affliggono i musicisti di carriera come vere e proprie malattie professionali. La notizia arriva da Torino, dove l'istituto ha indennizzato un professore di basso tuba che per trent'anni ha lavorato nell'orchestra della Rai, e dove il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha aperto un'indagine. All'uomo, ormai sessantenne, che nel suo curriculum può vantare anche alcune lontane stagioni al Teatro Regio di Torino e alla Scala di Milano, è stato riconosciuto un risarcimento per un'ernia e per l'artrite che accusa ad entrambe le mani: il basso tuba è uno strumento pesante, impegnativo per i polmoni, la schiena, le dita. Guariniello sta ipotizzando le lesioni colpose e sta riflettendo sulle eventuali responsabilità. Il fascicolo è a carico di ignoti ma la strada sembra già tracciata: «I musicisti - commenta - sono lavoratori come tutti gli altri e quindi dovrebbero essere sottoposti a sorveglianza sanitaria». Guariniello si occupò di un caso molto simile nel 1999. Si trattava del primo violoncello dell'orchestra Rai, una donna colpita dalla cosiddetta «sindrome del dito a scatto» alla mano che regge l'archetto durante l'esecuzione, la destra: un disturbo che venne fatto rientrare nelle «patologie da sforzo ripetuto» come quelle che di solito riguardano gli operai delle catene di montaggio.