Denuncia alla procura per fermare la discarica
SANNAZZARO Al convegno "Amianto killer" di domenica a Sannazzaro non si sono usate le mezze parole: tutti contro il progetto di discarica di cemento-amianto tra Sannazzaro e Ferrera e ora partirà anche un esposto alla procura della Repubblica. Il presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni, dopo un intervento di giurisprudenza sul tema dei danni alla salute da amianto, ha confermato: «Ci appelleremo al principio di precauzione, oggi riconosciuto dal diritto comunitario, per bloccare sul nascere il progetto-discarica. In quanto, per la salute pubblica, si ipotizza un rischio di tale portata, presenteremo una denuncia alla Procura della Repubblica attraverso specifica azione giuridica. In questo caso, nel dubbio, non si può mettere a rischio la salute delle comunità». Ancora Bonanni: «E poi perchè le discariche, questi sarcofaghi sotterrati da lasciare in eredità a chi verrà? Due ricercatori che fanno capo all'Ona stanno per brevettare sistemi chimico-fisici per inertizzare l'amianto attraverso la modifica strutturale della sua molecole; in termini pratici, significa mutare la dannosa configurazione fisica della fibra. Migliorare la ricerca significa trovare alternative meno pericolose dell'imponderabilità delle discariche». Maurizio Ascione della Procura di Milano ha centrato il tema sulla tutela penale dell'ambiente e della salute; ed ha ricordato: «E' solo dal 1992 che l'amianto è stato bandito con obbligo di bonifica dei siti contaminati. Il pericolo è rappresentato dallo stato polveroso dell'amianto», come dire che è strettamente correlata la relazione causale tra l'esposizione all'amianto e la presenza di tumori polmonari. Quindi l'appello di Silvio Mingrino di Avani (l'associazione delle vittime), raccolto dall'assessore regionale Mario Melazzini, circa il pagamento di ticket per visite, controlli e Tac da parte di malati conclamati da amianto. Lo stesso Melazzini ha confermato di volere "capire a fondo" le reali ricadute delle discariche già attive sulle patologie locali. Poi la sequenza di interventi politici (Ciocca, Villani, Nanni quali consiglieri regionali; Bosone e Lasagna per la Provincia): la posizione di netta contrarietà alla discarica della Gallona è stata univoca e politicamente "trasversale". Uno su tutti, Angelo Ciocca, ha ribadito: «Troppe le incongruenze geologiche, tecniche e strutturali di una mega-discarica in questa zona. E poi il fattore-paura della gente non va trascurato. Dobbiamo puntare alla difesa unitaria del territorio. Come si è saputo fare sino ad ora». Paolo Calvi