Studenti aggrediti e rapinati ragazza scaraventata a terra

di Adriano Agatti wPAVIA Ha afferrato la ragazza per il collo e ha rapinato l'amico. Uno studente di 17 anni del liceo classico è stato costretto a consegnare il denaro che aveva nel portafoglio, dieci euro in contanti, e l'iPhone. Il rapinatore, uno straniero dell'est Europa secondo il racconto di ragazzi, è fuggito di corsa. I ragazzi hanno avvisato i genitori e la polizia. Gli agenti della squadra volante hanno aperto un'inchiesta ma, per il momento, non ci sono tracce del rapinatore solitario. La vicenda è avvenuta verso le 23 di domenica sera in via Gambarana, al Vallone. I due studenti, lui del Foscolo lei del Bordoni, stavano camminando in via Fasolo. Uno straniero si è avvicinato e ha chiesto una sigaretta. «Non fumiamo – è stata la risposta dello studente – mi spiace». Lui si allontanato. I ragazzi hanno proseguito la camminata verso il Vallone. «Ci ha seguiti - racconta lo studente del Foscolo – e non ce ne siamo nemmeno accorti. Siamo arrivati in via Gambarana vicino alle Tre Colonne e lui è sbucato dal nulla. Ha afferrato per il collo la mia amica arrivandole alle spalle. Lei all'inizio non si è spaventata perchè pensava fosse lo scherzo di un suo conoscente. Ma non era così. E si è resa conto di quello che stava succedendo solo quando quell'uomo ha ordinato: "dammi tutti quello che hai" e l'ha gettata a terra». Il rapinatore a questo punto ha guardato il ragazzo e l'ha minacciato: «dammi i soldi altrimenti ti ammazzo». Ha anche fatto finta di avere una pistola. «Non era armato ne sono sicuro - continua il racconto dello studente – ma non ho voluto reagire. Se avesse avuto in tasca solo un coltellino non avrebbe esitato a colpirmi. Intanto la mia amica si è rialzata e si è nascosta dietro un bidone. Ho tirato fuori il portafoglio e gli ho fatto vedere che avevo solo una misera banconota da dieci euro. Si è accontentato anche di quella. L'ha presa e l'ha messa in tasca». «Dammi orologio e collanina», ha ordinato di nuovo. «Gli ho spiegato che non avevo nulla di quel genere addosso - racconta il ragazzo rapinato - e così ha volto il mio telefono cellulare. Avevo un iPhone e prima di consegnarlo gli ho detto che poteva essere localizzato ma non ha voluto sentire ragioni. L'ha preso ed è fuggito di corsa. Abbiamo raggiunto i genitori della mia amica e da lì abbiamo chiamato la polizia. Abbiamo perso una decina di minuti, forse potevamo chiamare subito il 113. Ma eravamo piuttosto spaventati e non ci abbiamo pensato. E' stata veramente una brutta esperienza. Un conto è leggere certe storie sui giornali, un altro è viverle di persona».