«Senza tetto perché non c'è più stipendio»

PAVIA «Il fenomeno sta acquistando dimensioni preoccupanti, anche perché quando si parla di sfratti per morosità per il quasi cento per cento stiamo parlando di sfratti "incolpevoli"». Per Tino Negri, del Sicet, il sindacato degli inquilini della Cisl, non riuscire a pagare l'affitto non è un capriccio, «ma la conseguenza, la maggior parte delle volte, della perdita del lavoro». Un quadro che si riempie di tinte ancora più fosche se si pensa all'edilizia pubblica: «Mandare in esecuzione gli sfratti delle case popolari significa letteralmente mandare la gente per strada –dice Negri –. L'altra questione è che non si investe per il recupero degli alloggi popolari. La strada per uscire da questa situazione è quindi investire nella ristrutturazione e nella manutenzione ordinaria: in questo modo si potrebbero mettere in funzione 300 alloggi solo a Pavia». E i soldi? «I Comuni dicono di non averne – spiega Negri –, ma si potrebbe chiedere alle fondazioni o alle associazioni. In questo modo si potrebbero evitare gli intervento della forza pubblica. E' chiaro però che a monte il vero problema è che il sistema abitativo si è inceppato e non funziona più. Siamo ormai arrivati alla frutta». Ma le proposte ci sono. «In questa fase politica la questione degli sfratti è prioritaria – dice Pierluigi Albetti, del sindacato degli inquilini Sunia –. Si sta cercando di elaborare una piattaforma e la linea che emerge è quella di proporre il congelamento degli sfratti per anno. In Toscana si sta tentando proprio di lanciare questo tipo di iniziativa, finanziando i provvedimenti mediante fondi che vengono destinati ai proprietari, come una sorta di indennizzo. Ma c'è una difficoltà a reperire finanziamenti adeguati ai numeri». Le proposte, ribadisce anche il Sunia, riguardano i casi in cui la situazione è incolpevole, come accade con la perdita del posto di lavoro. «Chiaro che non stiamo parlando di chi non riesce a pagare l'affitto perché gioca alle slot machine – precisa Albetti –, ma di famiglie monoreddito che riuscivano un tempo a pagare l'affitto di casa e che hanno perso anche quell'unica entrata. Non dimentichiamo che nei debiti ci sono anche le spese condominiali e le bollette. Molte famiglie, quest'inverno, hanno trascorso la stagione al freddo, rinunciando al riscaldamento pur di riuscire a galleggiare un po'. E poi c'è il filone dei mutui, che riguarda proprietari che non riescono a gare più, che va affrontato». (m. fio.)